L’Unione europea e il Canada hanno lanciato a Montréal una storica “Alleanza per il futuro” per blindare commercio, difesa e intelligenza artificiale, superando le divisioni diplomatiche della vigilia sullo status formale di “membro associato”. Al vertice transatlantico guidato dal presidente del Consiglio europeo António Costa, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal primo ministro canadese Mark Carney, le due sponde dell’Atlantico hanno stretto un patto strategico senza precedenti. E anche se il dibattito terminologico sulla proposta di trasformare Ottawa nel primo membro associato della storia dell’Unione abbia agitato i governi europei nelle ore precedenti l’incontro, i leader hanno scelto di concentrarsi sui contenuti pratici della cooperazione.
I retroscena del vertice di Montréal
L’idea di attribuire al Canada la qualifica di primo membro associato dell’Unione europea era stata presentata dalla presidente Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione del settembre 2026. L’obiettivo dell’esecutivo comunitario era definire un modello di “associazione senza adesione” capace di superare i vincoli della geografia e creare uno spazio comune di governance e coordinamento politico. Tuttavia, alla vigilia del vertice di Montréal, la formulazione ha sollevato forti obiezioni da parte di diversi Stati membri, guidati da Germania, Italia, Francia e Grecia, preoccupati per l’assenza di una chiara cornice giuridica e per le potenziali ricadute economiche.
Durante il briefing con la stampa a Bruxelles, la portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho, ha ammesso apertamente la presenza di sensibilità diverse tra le capitali, dichiarando che sarebbe stato molto meglio mantenere l’unità sulla formulazione iniziale. La portavoce ha tuttavia ribadito che Commissione e Stati membri condividono lo stesso obiettivo di fondo: realizzare il massimo avvicinamento possibile con un Paese terzo fuori dai confini europei. All’arrivo al summit di Montréal, la stessa von der Leyen ha rilanciato questa visione, sottolineando che non importa dove un Paese si trovi sulla mappa geografica, ma contano i valori che difende e la posizione che assume nelle relazioni internazionali.
Sullo sfondo hanno pesato anche le minacce del presidente statunitense Donald Trump, che aveva liquidato la proposta come un atto ostile minacciando ritorsioni tariffarie, spingendo le diplomazie europee a una soluzione di compromesso che attribuisce la dicitura direttamente alla proposta della Commissione per preservare la cautela dei governi.
Carney: “Niente marketing, contano sovranità e giovani”
A spegnere definitivamente le polemiche sul piano nominalistico è stato il primo ministro canadese Mark Carney. Nel corso della conferenza stampa a Montréal, Carney ha chiarito che le dispute sui termini non interessano al governo di Ottawa, evidenziando come la nuova intesa non sia un mero esercizio di marketing o di etichette politiche. Per i cittadini canadesi e europei, ha spiegato il premier, ciò che conta realmente sono i risultati concreti: l’accessibilità economica, le nuove opportunità per i giovani di viaggiare, studiare e lavorare, la possibilità per le aziende di crescere e per i ricercatori di collegarsi a reti scientifiche d’avanguardia.
Carney ha inoltre evidenziato il valore strategico della partnership, spiegando che la complementarità tra le due sponde dell’Atlantico serve prima di tutto a rafforzare la sovranità e la resilienza nazionale. In un contesto globale sempre più instabile e frammentato, la capacità di resistere agli choc esterni diventa fondamentale per evitare di rimanere ostaggi di singole nazioni o di colossi tecnologici che pretendono di dettare le regole della vita quotidiana. Secondo la visione condivisa da Ottawa e Bruxelles, la vera sovranità moderna non consiste nell’isolamento, ma nella capacità di agire insieme a partner affidabili.
Supercomputer, intelligenza artificiale e materie prime: i contenuti concreti dell’intesa
Al di là del dibattito diplomatico, i dati economici confermano che l’integrazione tra Unione europea e Canada ha già raggiunto livelli record. Grazie all’Accordo Economico e Commerciale Globale (Ceta), l’interscambio bilaterale tra beni e servizi ha superato i 130 miliardi di euro nel 2025, registrando una crescita superiore all’80% dall’entrata in vigore del trattato. Per accelerare questa dinamica, il vertice ha sancito la firma di un nuovo accordo sul commercio digitale, pensato per abbattere le barriere burocratiche nei servizi ad alta tecnologia e nelle transazioni transfrontaliere.
Un punto di forza fondamentale dell’intesa riguarda la sicurezza delle catene di approvvigionamento e le risorse critiche. Nel 2025 le importazioni europee di materie prime strategiche dal Canada – tra le quali litio, cobalto, nichel e grafite indispensabili per la transizione energetica e la produzione di batterie – sono aumentate del 62%, toccando i 3,3 miliardi di euro (pari a 5,18 miliardi di dollari canadesi). Nel campo della tecnologia, il Canada entrerà ufficialmente a far parte della rete europea composta da 12 supercomputer ad altissima prestazione, consentendo a ricercatori e startup canadesi di addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale su infrastrutture comunitarie. L’integrazione tecnologica è ulteriormente testimoniata dalla fusione tra la società tedesca Aleph Alpha e la canadese Cohere, nate per creare un campione transatlantico dell’Ai sovrana.
Difesa e programma Safe
Il raggio d’azione dell’Alleanza per il futuro si estende in modo significativo anche al settore della difesa e della sicurezza internazionale. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha ricordato come la sicurezza dell’Europa e quella del Canada siano ormai inscindibili, citando la presenza delle truppe canadesi alla guida del contingente Nat in Lettonia. Il Canada è stato inoltre il primo Paese non europeo ad accedere all’iniziativa Safe (Security Action for Europe) per gli appalti congiunti della difesa: un’azienda del Québec si è già aggiudicata una prima commessa per la fornitura di apparati radio all’esercito polacco, e nuovi bandi sono pronti al lancio.
La cooperazione si riflette nel continuo e coordinato sostegno anche all’Ucraina di fronte all’aggressione russa, unito all’iniziativa “Partners for Multilateralism” promossa congiuntamente da Ue e Canada per tutelare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla regione dell’Artico, dove la crescente presenza militare russa richiede un monitoraggio costante e progetti condivisi di connettività oceanica.
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