“L’opportunità di essere qui, tra i migliori, ci ha emozionato e reso orgogliosi”, questo il commento di Simone Girardin, Dirigente della SS. Comunicazione e Relazioni con il Pubblico di ASST Valle Olona. “Siamo una realtà sanitaria pubblica, piccola o di periferia se volete.
Un territorio di 32 comuni e una utenza potenziale di poco meno di mezzo milione di abitanti. Eppure questo non ci ha impedito di immaginare e realizzare qualcosa di originale”.
Il Podcast Globuli Bianchi di ASST Valle Olona ha ricevuto la menzione speciale in occasione della cerimonia di premiazione Smartphone d’Oro tenutasi ieri a Roma.
Si tratta del primo premio italiano dedicato alle migliori esperienze di comunicazione e informazione digitale a cura di enti e aziende pubbliche, realizzato da Fondazione Italia Digitale.
Il riconoscimento assume un valore ancora più significativo considerando l’elevato livello di partecipazione all’edizione 2026, che ha visto concorrere circa 70 progetti presentati da enti e amministrazioni pubbliche provenienti da tutta Italia.
Il progetto è stato interamente ideato e realizzato dalla Struttura Semplice Comunicazione e Relazioni con il Pubblico, confermando il ruolo strategico della comunicazione pubblica nell’innovazione e nella costruzione di un dialogo costante con cittadini e comunità.
“In un tempo in cui si parla di servizi digitali, noi abbiamo scelto di dare spazio alle persone e alle loro storie. La sua innovazione non è dunque soltanto tecnologica.” prosegue Girardin. “Chiunque abbia avuto a che fare con un podcast sa quanto lavoro, competenze e attenzione richiedano anche solo lo storytelling, la registrazione e la post-produzione. Impensabile per una struttura pubblica e per questo ringrazio Anna e Chiara”.
“Essere stati selezionati tra i progetti più innovativi rappresenta il riconoscimento di una visione. Quella del nostro Direttore Generale, Daniela Bianchi che ha creduto in questo progetto fin dall’inizio. Perché la salute non è soltanto cura: è conoscenza, è fiducia, è partecipazione e in un mondo in cui tutti competono per il consenso o per la visibilità, noi abbiamo scelto di costruire qualcosa di diverso: l’ascolto” conclude Simone Girardin.




