Ridurre l’Unione europea a una comunità di Stati sovrani, legati soprattutto da accordi economici e da forme di cooperazione negoziate tra governi. Abolire le elezioni dirette del Parlamento europeo, trasformare la Commissione in un semplice organo amministrativo e sostituire la Corte di giustizia dell’Ue con un tribunale arbitrale. È il progetto di Alternative für Deutschland (Afd), il partito tedesco di estrema destra, che di fatto punta a smantellare l’attuale architettura istituzionale europea. Il piano, intitolato ‘Our New Deal for Europe‘, è stato presentato ieri, 21 ottobre, al Parlamento europeo di Strasburgo dalla co-presidente Alice Weidel, insieme agli eurodeputati René Aust e Alexander Sell.
“L’Unione europea necessita fortemente di riforme”
“L’Unione europea, nella sua forma attuale, necessita fortemente di riforme“, ha dichiarato Weidel, anche se più che di riforme leggendo il ‘Deal’ potremmo parlare piuttosto di smantellamento e della creazione di qualcosa di completamente diverso: una comunità economica ‘liquida’ basata su accordi bilaterali tra Stati.
Il punto di partenza della leader tedesca, d’altronde, è che le decisioni devono tornare nelle mani dei governi e dei parlamenti nazionali, anziché essere affidate alle istituzioni comunitarie. Di conseguenza, il Parlamento europeo perderebbe la legittimazione del voto diretto: i suoi membri verrebbero designati dai Parlamenti nazionali. La Commissione sarebbe privata del potere di iniziativa legislativa e limitata a compiti amministrativi. Anche la Corte di giustizia perderebbe il proprio ruolo, sostituita da un organismo arbitrale incaricato di risolvere le controversie tra Stati.
Drastica riduzione del bilancio europeo
Ne deriverebbe un’Europa fondata prevalentemente sulla cooperazione intergovernativa, nella quale gli accordi tra Paesi prenderebbero il posto di molte politiche comuni e le costituzioni nazionali prevarrebbero sul diritto europeo.
Il programma prevede anche una drastica riduzione del bilancio europeo, il blocco delle assunzioni e la soppressione delle agenzie dell’Ue. Per la Germania, inoltre, Afd vuole esenzioni in settori come immigrazione, fiscalità, politiche sociali, difesa e debito comune, attraverso le clausole di opt out. E minaccia di usare il veto per bloccare i futuri atti legislativi sul finanziamento dell’Ue e ridurre drasticamente i contributi della Germania.
‘No’ all’euro digitale, sì alle criptovalute decentralizzate
Il documento programmatico chiede più peso di voto alle maggiori economie dell’eurozona nella Bce e dice ‘no’ all’euro digitale, mentre sostiene le criptovalute decentralizzate. Via anche Schengen: “È finito, non funziona più. Quindi dobbiamo uscire da Schengen per proteggere le nostre frontiere“, ha affermato Weidel.
Un progetto con una data
Per il momento, Afd non ‘batte’ sulla ‘Dexit’, l’uscita della Germania dall’Unione. Ma punta a trasformarla dall’interno. Il progetto ha una data: il 2029, anno delle prossime elezioni europee e federali tedesche, perché, ha sottolineato ieri Weidel, Afd è “pronta ad assumere il potere” in Germania. E spera di farlo anche in Europa.
E se la rinegoziazione dei trattati fallisse, resterebbe aperta la possibilità di un referendum sulla permanenza di Berlino nel blocco.
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