Una telefonata d’emergenza al 112 rompe la routine del pomeriggio: c’è un uomo di mezza età fermo sulla banchina della stazione ferroviaria. Sembra smarrito, è come se stesse attendendo fremente il transito di un convoglio, ma chi segnala la situazione aggiunge che l’atteggiamento lascia intendere chiari intenti suicidari.
L’operatore della Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri, compresa la gravità della situazione, la gestisce cercando di non creare situazioni di allarme per l’uomo e contatta immediatamente un appuntato dell’Aliquota Radiomobile libero dal servizio che sa trovarsi, in quel momento, nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Il Carabiniere, senza esitazione, raggiunge la banchina, individua il soggetto e gli si avvicina cautamente, a passi lenti, evitando ogni comportamento che possa agitarlo.
È il primo pomeriggio di una torrida domenica d’agosto, lungo i marciapiedi fra i binari c’è fortunatamente pochissima gente. Il Carabiniere raggiunge l’uomo e, con grande sensibilità, riesce ad abbattere la barriera della diffidenza: trova le parole giuste per empatizzare e instaura un lungo dialogo. Il tempo adesso scorre più lentamente; ogni secondo che passa viene riempito dalle parole e dalle caute domande del Carabiniere, a cui seguono le risposte dell’uomo sull’orlo del baratro. Minuti preziosi guadagnati nell’attesa di un treno che è ancora lontano nel tempo e nello spazio e che forse sta aumentando le distanze anche dalla mente dell’uomo.
Il Carabiniere riesce a temporeggiare quanto basta affinché la tensione sul binario si sciolga. Poi, quando comprende di avere toccato le giuste corde delle emozioni e di avere ottenuto la fiducia dell’uomo, fa un cenno ai colleghi della pattuglia dell’Aliquota Radiomobile che si sono appostati poco distante, tanto da non aumentare il turbamento dell’uomo. I Carabinieri subentrano con delicatezza, gli si avvicinano e gli parlano con la stessa calma del collega che ha preparato il terreno al loro intervento.
Lo sguardo di tutti continua a cadere sul monitor che indica l’orario del treno in arrivo: adesso il tempo inizia a comprimersi. Con un cenno d’assenso, l’uomo accetta infine di essere accompagnato lontano da quel binario, in un ambiente sicuro. Al passaggio del convoglio, sulla banchina resta solo il riverbero del calore che si alza dal cemento.
Il personale del 118, giunto sul posto, effettua un primo controllo sanitario e presta conforto all’uomo, prima di predisporne il trasporto in ospedale per un consulto psichiatrico.
Quando la tensione di allenta definitivamente e tutto torna alla normalità, per il Carabiniere libero dal servizio e per i due colleghi della pattuglia resta la consapevolezza di avere cambiato il corso della storia per un uomo che credeva rimanesse un solo epilogo ai propri problemi. Forse adesso potrà riflettere su quel drammatico momento e provare a trovare una soluzione diversa.




