(Adnkronos) – Il 30 aprile 2026 ha segnato l’apertura operativa del cantiere per la bonifica del cosiddetto sito "orfano" del Pascolaro, situato in località Sipicciano nel Comune di Graffignano (VT). L’intervento è mirato alla gestione di circa 20.000 tonnellate di rifiuti tossici smaltiti illecitamente durante i primi anni 2000, un’operazione complessa che mira alla messa in sicurezza definitiva della Valle del Tevere. La gestione è affidata a Sogesid, società di ingegneria ambientale dello Stato, con l'esecuzione materiale delle imprese Furia e Gentile Ambiente. L’operazione si inquadra nell'Accordo di Programma tra la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il progetto è sostenuto da un finanziamento di 13 milioni di euro derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Sotto il profilo tecnico l'operazione si fonda su un protocollo di ingegneria ambientale avanzata che non si esaurisce nella semplice rimozione fisica dei materiali contaminati ma punta prioritariamente al ripristino delle condizioni di biosicurezza del sito attraverso processi di risanamento del suolo. Tale approccio tecnologico deve rispondere a parametri rigorosi che prevedono la riqualificazione di almeno il 70% della superficie dei suoli individuati dal Piano d’Azione assicurando così il recupero funzionale dell'area colpita. L'intero ciclo di intervento è vincolato a una pianificazione temporale estremamente serrata di 29 giorni naturali e consecutivi che trova il suo termine tassativo il 30 giugno per garantire il pieno rispetto delle milestone strutturali previste dal PNRR. L'azione di bonifica rappresenta un passaggio cruciale per la sicurezza dei cittadini e il recupero del territorio. L'Amministratore delegato di Sogesid, Errico Stravato, ha sottolineato: "L'obiettivo è ripristinare condizioni ambientali sostenibili e durature, nel rispetto dei tempi previsti e con la massima attenzione alla tutela della salute pubblica". Anche la Regione Lazio ha confermato l'impegno nel monitoraggio dei siti inquinati. Il monitoraggio costante delle fasi di cantiere garantirà la trasparenza delle operazioni di rimozione dei veleni, come ribadito dalle autorità locali.
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