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Modello 730, cosa succede se non si presenta la dichiarazione dei redditi? La guida

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
29 Settembre 2026
in Lavoro
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Modello 730, cosa succede se non si presenta la dichiarazione dei redditi? La guida
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(Adnkronos) – Entro il 30 settembre di ogni anno i contribuenti devono presentare il modello 730, la dichiarazione dei redditi usata da lavoratori dipendenti e pensionati. La mancata presentazione del 730 può nascere da una dimenticanza, da un errore o dalla convinzione errata di non essere obbligati a presentare la dichiarazione. In realtà, ignorare la situazione può portare a conseguenze economiche significative. Ma cosa succede quando la dichiarazione del 730 è tardiva? A rispondere Alessandra Caparello di Immobiliare.it. Per capire cosa accade se un contribuente non adempie alla presentazione della denuncia dei redditi, occorre in primis capire la differenza tra dichiarazione tardiva e dichiarazione omessa. La mancata presentazione del modello 730 entro la scadenza ordinaria non significa automaticamente essere in una situazione irreparabile. La legge concede infatti un margine di tempo ulteriore: la dichiarazione può ancora essere inviata entro 90 giorni dal termine previsto. In questo caso la dichiarazione viene definita 'tardiva'. Significa che il contribuente è in ritardo, ma può ancora regolarizzare la propria posizione senza incorrere nelle conseguenze più severe previste per l’omessa dichiarazione.  Come rimediare al mancato invio del 730? La regolarizzazione comporta comunque una sanzione amministrativa. In linea generale è prevista una multa fissa di 250 euro, ma se dalla dichiarazione non emergono imposte da versare è possibile sfruttare il ravvedimento operoso, che consente una forte riduzione della sanzione. Con il ravvedimento, infatti, l’importo può scendere fino a 25 euro. Si tratta di una misura pensata proprio per incentivare i contribuenti a sistemare rapidamente eventuali dimenticanze o ritardi senza subire un impatto economico eccessivo. Va però ricordato un aspetto importante: la sanzione si applica a ogni singola dichiarazione non presentata. Chi ha più annualità irregolari dovrà quindi pagare più sanzioni separate.  Ben oltre i 90 giorni dalla scadenza fissata dalla legge per l’Agenzia delle Entrate la dichiarazione viene infatti considerata 'omessa'. La stessa amministrazione finanziaria effettua i controlli e verifica tale situazione irrogando le dovute sanzioni. In particolare, le multe previste per una dichiarazione omessa possono essere molto elevate e variano in base alla presenza o meno di imposte dovute. Se il contribuente non deve versare tasse, la sanzione amministrativa va generalmente da 250 a 500 euro. Molto più pesante la situazione quando emergono imposte dovute ma non versate. In questo caso la sanzione è fissa al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. In pratica, chi omette la dichiarazione rischia di pagare una cifra anche superiore all’imposta originaria, soprattutto se il ritardo viene scoperto dopo controlli e accertamenti fiscali. Anche nel caso di dichiarazione omessa esistono però alcune possibilità di riduzione delle sanzioni. Se il contribuente presenta la dichiarazione entro il termine previsto per quella dell’anno successivo – e comunque prima che inizino controlli o accertamenti formali – le multe vengono ridotte. In particolare: se non risultano imposte dovute, la sanzione può essere ridotta a 150 euro; se invece ci sono tasse da pagare, la sanzione scende 75% delle imposte, con un minimo di 250 euro. Non presentare il modello 730 non significa soltanto rischiare sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. In molti casi, infatti, il contribuente perde anche la possibilità di recuperare soldi attraverso le detrazioni fiscali che permettono di ridurre l’imposta da pagare. Spese sanitarie, per i figli, per lavori di ristrutturazione di casa fino alle spese funebri, senza dichiarazione dei redditi molte di queste non possono essere riconosciute e 'scaricate' nel 730. Questo significa che il contribuente non può godere del beneficio fiscale collegato.  Si perdono i rimborsi fiscali? Non solo detrazioni connesse a spese effettuate. Il rischio concreto di non fare il 730 è anche quello di perdere un rimborso fiscale spettante. Può accadere, ad esempio, che durante l’anno il datore di lavoro ha trattenuto più Irpef del dovuto oppure che le detrazioni superano le imposte da pagare. Senza presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate non può calcolare e restituire automaticamente queste somme. Di conseguenza il rimborso non viene erogato. A controllare la mancata presentazione del modello 730 è soprattutto l’Agenzia delle Entrate, che ogni anno confronta i dati fiscali dei contribuenti utilizzando sistemi informatici e informazioni obbligatorie fornite da datori di lavoro, banche, enti previdenziali e altri soggetti. Il Fisco riceve molte informazioni sui redditi dei cittadini: stipendi, pensioni, affitti, conti correnti, investimenti finanziari e anche molte spese detraibili vengono inviati automaticamente all’amministrazione finanziaria. Grazie a questi dati, l’Agenzia può verificare se un contribuente avrebbe dovuto presentare la dichiarazione dei redditi e non lo ha fatto. Tra i principali soggetti che inviano dati al Fisco ci sono: i datori di lavoro tramite la Certificazione Unica; l’Inps per pensioni e indennità; banche e intermediari finanziari; assicurazioni; farmacie e strutture sanitarie; università e scuole; notai e registri immobiliari. Se viene riscontrata un’anomalia, l’Agenzia delle Entrate può avviare controlli automatici oppure inviare comunicazioni al contribuente per chiedere chiarimenti o sistemare la situazione. In alcuni casi, il controllo può partire anche tramite le dichiarazioni precompilate. Se il sistema trova redditi nelle banche dati ma non c’è stata alcuna dichiarazione inviata, il contribuente può essere incluso tra quelli da controllare. I controlli possono avvenire anche dopo diversi anni. Di solito, il Fisco ha vari anni di tempo per effettuare accertamenti e richiedere imposte non pagate, sanzioni e interessi. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronoslavoro
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