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Malinconia di fine estate? Rimandata per l’afa

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
29 Agosto 2026
in Salute
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Malinconia di fine estate? Rimandata per l’afa
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(Adnkronos) –
Malinconia di fine estate rimandata, forse, a settembre a causa dell'afa che non sembra voler lasciare il passo al declino della stagione calda e che attenua la percezione della chiusura del periodo estivo. E' un altro degli effetti psicologici del clima che cambia, come spiega all'Adnkronos Salute David Lazzari, presidente dell'Osservatorio benessere psicologico e salute.  "La malinconia di fine estate è un’esperienza piuttosto comune, anche se non è una sindrome clinica in senso stretto. Nasce dal fatto che la fine dell’estate concentra diversi segnali di 'chiusura': finiscono le vacanze, riprendono gli impegni, le giornate diventano più corte, cambia la luce, diminuisce il tempo trascorso all’aperto. È un piccolo passaggio psicologico: non perdiamo soltanto una stagione, ma una condizione associata a maggiore libertà, leggerezza e possibilità". Quest’anno, però, continua Lazzari, "questo passaggio può essere almeno in parte rimandato. Se continuiamo ad avere caldo, afa, serate all’aperto e un ambiente che ci comunica ancora piena estate, viene meno uno dei segnali più evidenti della conclusione della stagione. È come se il calendario dicesse 'l’estate sta finendo', mentre il corpo e l’ambiente dicessero ancora 'non è finita'. Questo può attenuare o posticipare la tipica malinconia di fine estate, ma non cancellarla. Perché nel frattempo un altro segnale sta già cambiando: la luce. Le giornate si stanno accorciando indipendentemente dalla temperatura e il nostro organismo è molto sensibile alla durata e all’intensità della luce, che contribuiscono a regolare ritmi circadiani, sonno e umore. Su questo abbiamo evidenze robuste. Una revisione del 2025, “Effectiveness of visible light for seasonal affective disorder: a systematic review and network meta-analysis”, ha analizzato 17 studi su 773 persone e conferma l’importanza della luce nella regolazione dei disturbi dell’umore a carattere stagionale. Non significa naturalmente che la normale malinconia di settembre sia un disturbo affettivo stagionale, ma ci ricorda quanto il nostro benessere psicologico sia sensibile ai segnali ambientali e alla luce".   C’è poi l’altro lato del problema: un’estate troppo lunga non significa necessariamente maggiore benessere. Se il caldo persiste, soprattutto durante la notte, può peggiorare il sonno, aumentare stanchezza e irritabilità e ridurre le nostre capacità di recupero. Una grande revisione di ricerche (Ambient temperature and mental health: a systematic review and meta-analysis), condotta su 114 studi, ha rilevato che durante le ondate di calore gli accessi o i ricoveri per problemi di salute mentale aumentano mediamente del 9,7% rispetto ai periodi senza ondate di calore". Quindi "possiamo trovarci davanti a una situazione particolare: la malinconia della fine viene rimandata, ma la stanchezza dell’estate aumenta". In sintesi, evidenzia Lazzari, "da una parte non percepiamo ancora nettamente la conclusione della stagione; dall’altra il nostro organismo può essere affaticato da settimane di caldo e da un sonno meno ristoratore. E quando arriverà davvero il cambiamento (temperature più basse, giornate sensibilmente più corte, ritorno pieno alle routine) per alcune persone la sensazione di fine potrebbe presentarsi in modo più improvviso. Un po’ come una stagione che, anziché accompagnarci gradualmente verso l’autunno, rimane sospesa e poi cambia rapidamente".  La malinconia di fine estate, avverte però lo psicologo, "non va patologizzata. È anche un sentimento fisiologico: ogni passaggio comporta una piccola elaborazione della perdita. Il problema nasce quando il ritorno viene vissuto soltanto come perdita di libertà e ripresa degli obblighi. Per questo può essere utile non chiudere bruscamente tutto ciò che l’estate ci ha dato: mantenere attività all’aperto, movimento, relazioni, occasioni piacevoli e qualche spazio personale aiuta a rendere il passaggio più graduale". Potremmo dire che quest’anno l’estate meteorologica rischia di durare più dell’estate psicologica e biologica. E questa sfasatura può rendere più strano, e forse più brusco, il momento in cui ci accorgeremo davvero che l’estate è finita". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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