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Levialdi Ghiron (Tor Vergata): “Medici non sono meri erogatori di prestazioni”

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
12 Giugno 2024
in Salute
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Levialdi Ghiron (Tor Vergata): “Medici non sono meri erogatori di prestazioni”
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(Adnkronos) – “La responsabilità derivante dall’esercizio delle professioni sanitarie, rappresenta un tema che negli ultimi decenni ha acquisito sempre maggiore visibilità e risonanza, tra gli addetti ai lavori e presso l’opinione pubblica. Ad un medico si richiedono molte capacità, conoscenze teoriche, abilità tecniche, ma anche attitudini umane e comunicative. Il medico, i professionisti sanitari in generale non possono essere considerati solo dei meri erogatori di una prestazione, quello sanitario non è solo un servizio da fornire senza ritardi e senza errori, come in alcuni frangenti è stato considerato. Chiaramente, proprio la complessità della professione medica rende difficile creare una normativa di riferimento che possa alla stessa maniera garantire la salute dei cittadini e, contestualmente, tutelare la dignità delle professioni sanitarie”. Lo ha detto Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata intervenendo al convegno ‘La colpa medica, le linee guida e il ruolo delle società scientifiche’ promosso a Roma dal Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) con il patrocinio dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.   “La pandemia correlata al Covid-19 ci ha offerto una lezione importante mostrandoci i limiti dell’attuale sistema, il cui punto cardine è la legge 24/2017 (Sicurezza delle cure in sanità, ndr ) – ha sottolineato Ghiron – Infatti per quel periodo di emergenza sanitaria è stato necessario introdurre soluzioni normative temporanee a significare che la legislazione vigente non era sufficiente ad inquadrare e dare risposta a tutte le situazioni che si verificavano nel quotidiano. La legge24/2017 ha modificato in maniera sostanziale il sistema della responsabilità professionale, sottolineando la necessità di porre il paziente al centro di un sistema di cure efficaci ma anche e soprattutto sicure, ma nella sua attuazione ci si è resi conto che necessita di modifiche per raggiungere tutti gli obietti che il legislatore si era prefissato con l’emanazione della stessa, bilanciando l’esigenza di salvaguardia degli operatori sanitari, la loro professionalità e la serenità necessarie nel prendere le decisioni migliori per il paziente. Serenità che viene spesso meno per le molteplici cause penali, il più delle volte infondate, a cui sono chiamati a rispondere i medici”.   Il problema maggiore, secondo Ghiron “non sono le sentenze, che li vedono in più del 90% dei casi assolti, ma il disagio, l’angoscia e le spese che un medico si trova ad affrontare ogni volta che, magari per un atto dovuto, viene coinvolto in un’inchiesta penale per aver assistito un paziente o per aver cercato di salvargli la vita. Come sappiamo nelle more della revisione della normativa sulla responsabilità medica, che è ormai unanimemente ritenuta necessaria, è stato previsto nel decreto Milleproroghe “lo scudo penale” per gli operatori sanitari fino al 31 dicembre 2024, che prevede la punibilità solo nei casi di dolo o colpa grave, riproponendo in sostanza la stessa misura adottata nel periodo dell’emergenza sanitaria” dovuta al Covid-19. “Tra i vari obiettivi della legge 24/2017 vi era quello di definire in maniera chiara e possibilmente definitiva i vari aspetti della responsabilità civile e penale e le modalità con cui le strutture e i professionisti sanitari potevano essere chiamati in causa. Tali obiettivi sono stati solo in parte raggiunti” ha ricordato il Rettore che ha poi concluso: “Le difficoltà interpretative hanno evidenziato in maniera chiara l’importanza di delineare una normativa che sia non solo efficace ma anche di agevole e possibilmente univoca interpretazione da parte di chi si trova a vario titolo coinvolto in tali fattispecie. Il sistema della responsabilità medica previsto nella legge 24/2017 deve essere ripensato e sicuramente lo sarà anche alla luce dei lavori della Commissione ad hoc istituita presso il Ministero di Giustizia”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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