mercoledì, Maggio 20, 2026
Inviaci la tua notizia
Advertisement
  • Home
  • Attualità
  • Salute
  • Sostenibilità
  • Lavoro
  • Tecnologia
  • Fintech
  • Motori
  • Curiosità
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Salute
  • Sostenibilità
  • Lavoro
  • Tecnologia
  • Fintech
  • Motori
  • Curiosità
No Result
View All Result
No Result
View All Result
Home Sostenibilità

Il clima cambia le foreste, lo scenario al 2100

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
20 Maggio 2026
in Sostenibilità
0
Il clima cambia le foreste, lo scenario al 2100
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Potrebbe piacerti anche

Gruppo Cap entra nel ‘Leading Utilities of the World’

Lattine alluminio, tasso di riciclo al 92,8% nel 2025

Sostenibilità, Davines: rimosse oltre 3.400 tonnellate di plastica dall’ambiente in cinque anni

(Adnkronos) – Il cambiamento climatico potrebbe modificare profondamente gli equilibri competitivi tra le principali specie arboree europee, favorendo alcune latifoglie decidue e penalizzando molte conifere che oggi dominano vaste aree del continente. Nello scenario climatico più severo, circa 96 milioni di ettari di foreste europee potrebbero sperimentare un cambiamento della specie dominante entro il 2100. E' quanto rivela uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment. La ricerca – che ha coinvolto oltre 30 ricercatori e ricercatrici da tutta Europa tra cui, per l’Italia, Alessio Collalti e Daniela Dalmonech dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche di Perugia (Cnr-Isafom) – rivela che, secondo le simulazioni, entro la fine del secolo fino al 25% delle foreste europee potrebbe andare incontro a un cambiamento della specie dominante, con potenziali ripercussioni sulla biodiversità, sulla capacità di assorbimento del carbonio, sulla produttività forestale e più in generale sulla fornitura di servizi ecosistemici. Il lavoro rappresenta una delle più estese analisi mai realizzate sulla competizione tra specie forestali in Europa. Per investigare come il clima possa alterare i rapporti di forza tra gli alberi, il team ha utilizzato tecniche avanzate di deep-learning addestrate su oltre 135 milioni di anni-simulazione forestale, derivati da 17 modelli ecologici di processo sviluppati in diversi Paesi europei – spiega il Cnr – Il sistema di intelligenza artificiale è stato quindi utilizzato per proiettare su scala continentale come cambierà la competitività di nove tra le specie forestali più importanti d’Europa in differenti scenari climatici futuri.  I risultati mostrano che sei delle nove specie forestali analizzate perdono competitività sotto scenari di cambiamento climatico, incluse tutte le principali conifere sempreverdi studiate. In particolare, specie chiave per la selvicoltura europea come abete rosso, abete bianco e pino silvestre mostrano un declino della propria forza competitiva, soprattutto nelle porzioni più calde e aride del loro areale. Al contrario, specie decidue come faggio e farnia mostrano in molti contesti una maggiore capacità di mantenere o addirittura incrementare la propria competitività. “Le foreste europee non stanno semplicemente reagendo al cambiamento climatico in termini di crescita o mortalità: stanno cambiando gli equilibri ecologici che determinano quali specie riescono a prevalere nel lungo periodo – spiega Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale e coautore dello studio -La perdita di competitività di una specie rappresenta un segnale precoce di possibili cambiamenti nella composizione delle foreste, con conseguenze dirette sulla loro capacità di accumulare carbonio, utilizzare l’acqua e sostenere la biodiversità”. “Questo lavoro dimostra quanto sia importante integrare modelli ecologici di processo, dati climatici e intelligenza artificiale per comprendere la risposta degli ecosistemi forestali ai cambiamenti globali – aggiunge Daniela Dalmonech, ricercatrice del Cnr-Isafom – Le foreste sono sistemi complessi e coglierne le dinamiche richiede strumenti capaci di osservare contemporaneamente processi biologici, climatici e interazioni tra specie su scale spaziali molto ampie”. Le simulazioni indicano che, nello scenario climatico più severo, circa 96 milioni di ettari di foreste europee potrebbero sperimentare un cambiamento della specie dominante entro il 2100. Le aree più vulnerabili coincidono soprattutto con grandi zone di transizione ecologica dove specie adattate a climi differenti entrano in competizione, come le regioni alpine, la Scandinavia meridionale e parte dell’area mediterranea. Lo studio suggerisce inoltre che i cambiamenti più marcati interesseranno i margini più caldi degli areali delle specie, cioè quelle zone dove gli alberi già oggi vivono vicino ai propri limiti fisiologici – continua il Cnr – In questi contesti, un ulteriore aumento delle temperature e della frequenza degli stress idrici potrebbe accelerare la sostituzione delle specie attualmente dominanti. Oltre al valore scientifico, i risultati hanno importanti implicazioni applicative. Le conifere rappresentano oggi oltre la metà delle foreste europee e costituiscono una componente fondamentale sia per l’industria del legno sia per il sequestro del carbonio atmosferico. Comprendere dove e quando tali specie potrebbero perdere competitività può aiutare gestori forestali, decisori politici e amministrazioni territoriali a pianificare strategie di adattamento più efficaci. “Le decisioni selvicolturali prese oggi determineranno il volto delle foreste europee per i prossimi decenni – conclude Alessio Collalti – Identificare in anticipo le aree più vulnerabili consente di progettare foreste più resilienti, diversificate e capaci di continuare a fornire servizi ecosistemici essenziali in un clima che cambia”.  
—sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossostenibilita
Post Precedente

Infortuni: Consulenti lavoro, in itinere 19,3% denunce, 27% casi mortali

Post Successivo

Tumori Hpv-correlati, indagine: “Potendo 2 su 3 avrebbero fatto prevenzione”

Redazione Universonotizie.it

Redazione Universonotizie.it

Universonotizie.it è un portale di news che ti tiene informato sulle notizie su salute, ambiente, lavoro e altro ancora.

Post Successivo
Tumori Hpv-correlati, indagine: “Potendo 2 su 3 avrebbero fatto prevenzione”

Tumori Hpv-correlati, indagine: "Potendo 2 su 3 avrebbero fatto prevenzione"

Cerca Sul Sito

No Result
View All Result

Pubblicità

Ultimi Articoli

Al via Milan Longevity Summit, 4 giorni su longevità e One Health Economy

Infortuni, Dini (Consulenti lavoro): “Più rischi legati a stress e ansia”

Sanità, Salutequità: “Revisione prontuario farmaci non tocchi diritti e tasche pazienti”

Tumori Hpv-correlati, indagine: “Potendo 2 su 3 avrebbero fatto prevenzione”

Il clima cambia le foreste, lo scenario al 2100

Infortuni: Consulenti lavoro, in itinere 19,3% denunce, 27% casi mortali

Pubblicità

 

E’ un portale di news ai sensi del D.L. 7/5/2001 n. 62

Network

Informazioni

  • Chi Siamo
  • Termini & Condizioni
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy

Contatti

Per parlare con la redazione: redazione@gmgmediacompany.it

Per la tua pubblicità: info@gmgmediacompany.it

© 2026 GMG Media Company Di Mossutti Gianluca | Sede legale: Corso Umberto Maddalena 25 - Cap 83030 - Venticano (AV) | P.IVA: 03234710642 | C.F: MSSGLC89D15L483O | REA: AV - 313130 | Domicilio digitale: gmgmediacompany@pec.it

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Salute
  • Sostenibilità
  • Lavoro
  • Tecnologia
  • Fintech
  • Motori
  • Curiosità

© 2026 GMG Media Company Di Mossutti Gianluca | Sede legale: Corso Umberto Maddalena 25 - Cap 83030 - Venticano (AV) | P.IVA: 03234710642 | C.F: MSSGLC89D15L483O | REA: AV - 313130 | Domicilio digitale: gmgmediacompany@pec.it