(Adnkronos) – "Il 28 ottobre presenteremo il nostro rapporto annuale: i dati che pubblicheremo sono molto preoccupanti a livello globale, europeo e anche italiano. Su povertà, disuguaglianza, qualità degli ecosistemi terrestri, partnership, governance, gli indicatori segnalano che l'Italia oggi è in una condizione peggiore di quella del 2010. Quindi è una tendenza di lungo periodo, non di breve". Così Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, intervenendo alla quarta edizione del format Adnkronos Q&A dedicato allo sviluppo sostenibile, dal titolo ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, questa mattina al Palazzo dell’Informazione, a Roma. Giovannini individua cinque punti sui quali intervenire: "Primo: Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Noi non stiamo mettendo sostanzialmente fondi sul Pnacc. Noi crediamo si debba creare un comitato interministeriale per l'adattamento ai cambiamenti climatici – presieduto dal presidente del Consiglio per gestire quello che il Piano dice ma con la forza del presidente del Consiglio – e inserire in legge di bilancio un fondo per l'adattamento ai cambiamenti climatici per attuare quelle azioni che il governo, le regioni, i comuni devono realizzare perché l'emergenza climatica, lo abbiamo visto quest'estate, è estremamente problematica". Secondo punto. "Il Pniec, il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima approvato un anno e mezzo fa, va rivisto il prima possibile, anche per dare un'indicazione chiara al settore privato su dove investire ma anche come investire di più sull'efficienza energetica non soltanto sulla transizione energetica. Inoltre, abbiamo bisogno di un'accelerazione sulle rinnovabili molto forte", spiega. Al terzo punto il Piano nazionale di ripristino della natura. "Vorrei vedere in legge di bilancio qualcosa al riguardo, ma non mi sembra che ne parli nessuno", osserva Giovannini evidenziando la "grande opportunità per creare posti di lavoro dopo il Pnrr, per mettere in sicurezza i nostri territori e per ricreare la biodiversità che sta uccidendo le rese dei raccolti dell'agricoltura italiana" e "l'ottima occasione per avere un impulso anche economico". Giovannini parla poi del Piano sociale per il clima. "Ottimo Piano che contempla anche un approccio analogo al Pnrr con milestones – 9 miliardi nei prossimi anni quasi tutti europei – e che va a impattare sull'abbassamento dei costi per le famiglie, per le imprese: trasporti, riscaldamento, raffrescamento, ecc… Anche lì è, non dico una goccia perché 9 miliardi non sono una goccia nei prossimi 6-7 anni, ma decisamente insufficiente. Vogliamo vedere se in legge di bilancio il governo crede al suo stesso Piano e magari accelera". "Ultima considerazione sulle risorse. L'Europa col Green Deal ha previsto che i ricavi dell'Ets e il sistema delle emissioni vadano ad accompagnare la transizione. Peccato che l'Italia ha destinato rispetto a tutti questi miliardi che l'Europa ci ha dato solo il 9% alla transizione con il resto abbiamo scelto di fare altre cose: nel momento in cui l'Europa ci dà anche delle risorse e noi non le usiamo è chiaro che a un certo punto si genera un cortocircuito". "Finisco con un riferimento importante: è in revisione la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile; questa dovrebbe essere la madre di tutte le pianificazioni da cui far discendere i piani settoriali. Sarebbe veramente importante che questa strategia diventi la strategia di riferimento di tutte le azioni, comprese quelle citate", conclude.
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