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Ai prescrive farmaci contro l’acne, esperti Siiam: “Progresso in Medicina non si misura dal numero di decisioni automatizzate, ma dai benefici concreti per i pazienti”

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
9 Ottobre 2026
in Salute
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Ai prescrive farmaci contro l’acne, esperti Siiam: “Progresso in Medicina non si misura dal numero di decisioni automatizzate, ma dai benefici concreti per i pazienti”
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(Adnkronos) – In Usa, nello Stato dello Utah, Nolla Health ha annunciato l'avvio di una sperimentazione autorizzata dalle autorità statali che permette a un sistema di intelligenza artificiale di
prescrivere trattamenti contro l'acne. Attraverso l'app 'Nolla derm', i pazienti adulti possono compilare un questionario, caricare fotografie del viso e ricevere, se idonei, una prescrizione senza una visita medica tradizionale. Inizialmente, ogni prescrizione verrà approvata da due medici; nelle fasi successive, se saranno rispettati i requisiti di sicurezza, il controllo del medico potrà avvenire dopo la prescrizione o su un campione di casi. Non significa, dunque, che l'Ai potrà prescrivere qualsiasi farmaco, ma che verrà implementato un primo sistema autorizzato a scegliere tra trattamenti predefiniti. Le regole, naturalmente, non sono le stesse ovunque. Negli Stati Uniti, lo Utah ha autorizzato questa sperimentazione attraverso un percorso regolatorio specifico e circoscritto. In Europa, sistemi simili dovrebbero confrontarsi con le norme sui dispositivi medici, l'AI Act, la protezione dei dati personali e le disposizioni nazionali sulla prescrizione dei farmaci, come la legge italiana 132 del 2025, che stabilisce espressamente, all'articolo 7, che l'intelligenza artificiale può supportare le decisioni terapeutiche, ma che la decisione finale deve rimanere al medico". E' l'analisi della Siiam (Società italiana di intelligenza artificiale in medicina) per l'Adnkronos Salute. "A spingere gli Stati Uniti a sperimentare soluzioni così innovative, assumendosi anche i rischi che comportano, sono in parte le difficoltà di accesso alle cure che caratterizzano il sistema sanitario americano. Infatti, negli Usa la copertura medica dipende spesso da assicurazioni private o programmi pubblici come Medicare e Medicaid, e anche chi è assicurato può sostenere spese elevate, mentre in molte aree rurali (come lo Utah, per l'appunto) trovare uno specialista richiede lunghi spostamenti e settimane di attesa. In questo contesto, una soluzione come Nolla Health potrebbe consentire a più persone di accedere tempestivamente a trattamenti relativamente semplici – ricorda la Siiam – In Italia, il punto di partenza è diverso. Il Servizio sanitario nazionale si fonda sull'accesso universalistico alle cure, anche se ci dobbiamo sempre piu' spesso confrontare con liste d'attesa, carenza di personale e disuguaglianze territoriali. Quindi, anche da noi l'Ai potrebbe migliorare l'accessibilità, ma con importanti riflessioni su come integrarla nei percorsi assistenziali esistenti".  Una prescrizione, infatti, non è un atto isolato. "Fa parte di un percorso di cura che comprende la valutazione del paziente, la scelta della terapia e il monitoraggio dei risultati. E se a prescrivere fosse un algoritmo, chi seguirebbe il paziente nel tempo? Chi interverrebbe in caso di effetti indesiderati? Chi sarebbe responsabile di un eventuale errore? E soprattutto, siamo pronti ad affidare una decisione terapeutica a un sistema che non conosce il paziente come lo conosce il suo medico? Sono domande – chiosano gli esperti di intelligenza artificiale – che richiedono risposte prima di estendere queste applicazioni, poiché non basta dimostrare che l'algoritmo prescriva come un medico, ma bisogna anche verificare che riconosca controindicazioni e situazioni complesse, che le sue decisioni siano clinicamente sicure e che le prestazioni rimangano affidabili nel tempo. Il rischio, altrimenti, sarebbe quello di velocizzare l'accesso a un farmaco senza migliorare realmente la qualità dell'assistenza. Dunque, sarebbe sbagliato respingere queste innovazioni a priori, ma lo sarebbe altrettanto considerare la capacità tecnica di prescrivere come una prova sufficiente della loro utilità. La questione, in fondo, non è soltanto se l'Ai possa prescrivere farmaci, ma – concludono – quando sia opportuno consentirglielo, con quali controlli e sotto la responsabilità di chi. Perché il progresso in medicina non si misura dal numero di decisioni automatizzate, ma dai benefici concreti per i pazienti". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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