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Botulismo, Iss: “sintomi, cure, cibi a rischio e raccomandazioni”

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
12 Agosto 2025
in Salute
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Botulismo, Iss: “sintomi, cure, cibi a rischio e raccomandazioni”
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(Adnkronos) – L'intossicazione da botulino è drammaticamente al centro dell'attenzione in questi giorni dopo i casi di cronaca in Calabria e Sardegna. Un 'nemico' invisibile, che purtroppo torna ciclicamente alla ribalta ma che è necessario conoscere per evitare i rischi. Dove si trova ? Quali sono i sintomi dell'intossicazione e come si cura? Quali misure per evitare contaminazione? Le indicazioni messe a punto dall'Istitituto superiore di Sanità permettono di risponde queste e altre domande.  Dove si può trovare? Il botulino, ricordano gli esperti, "si sviluppa in assenza di aria, che si può ritrovare nel suolo, nei sedimenti e nella polvere, sotto forma di spora. Gli alimenti possono venire a contatto con le spore, ma diventano pericolosi soltanto con il passaggio della spora a cellula vegetativa, consentendo lo sviluppo del microrganismo. È infatti in questa fase che avviene la produzione delle tossine responsabili della malattia. Gli alimenti che non permettono lo sviluppo del botulino – e sono quindi sicuri – sono tutte le conserve naturalmente acide o acidificabili (per esempio la passata di pomodoro e i sott’aceto), le conserve preparate con alte concentrazioni di zucchero (marmellate e confetture) o sale (conserve alimentari in salamoia). Sono inoltre sicuri tutti quegli alimenti consumati freschi.  Quali sono i sintomi di un’intossicazione da botulino? In una prima fase non sono così caratteristici e ciò può ritardare la diagnosi. Quelli più specifici solitamente compaiono entro le circa 24-72 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato e sono: sdoppiamento della vista, difficoltà di messa a fuoco, difficoltà a tenere le palpebre aperte, dilatazione delle pupille, secchezza delle fauci e difficoltà di deglutizione, stitichezza. Nelle forme più gravi si può arrivare all’arresto respiratorio e in rarissimi casi alla morte. Non appena ci si accorge della gravità della sintomatologia occorre recarsi in ospedale. Come ci si cura? Si tratta di uno tra i veleni naturali più pericolosi. Sono sufficienti dosi minime per avere effetti potenzialmente letali. La cura è possibile solo in ospedale e consiste nella somministrazione dell’antitossina e in trattamenti di supporto. L’antitossina è efficace soltanto nei primi giorni dopo l’assunzione dell’alimento contaminato, in quanto agisce sulla tossina che circola a livello sanguigno e non ha azione sulla tossina che ha già danneggiato le terminazioni nervose.  La bollitura di una conserva mette al sicuro dai rischi? La bollitura (raggiungimento dei 100°C) come misura di stabilizzazione delle conserve alimentari non è sufficiente a distruggere le spore ed impedire quindi che possano moltiplicarsi e produrre tossina. La bollitura disattiva però la tossina, per cui far bollire per 5-10 minuti una conserva sospetta la rende (temporaneamente) sicura a patto che poi venga consumata immediatamente. Il consumo immediato infatti non consente alle spore eventualmente presenti nella conserva di poter germinare e produrre nuovamente tossina. Come si può preparare una conserva fatta in casa sicura? In casa è possibile preparare in sicurezza tutte quelle conserve che non necessitano di sterilizzazione. Si possono quindi preparare sottoaceti, alimenti in salamoia, marmellate e confetture. Ma serve comunque seguire precise regole igieniche. Quali controlli è opportuno fare sulla conserva prima del consumo? Prima dell’apertura di una conserva è necessario ispezionare visivamente il contenitore per evidenziare eventuali sversamenti di liquido e la perdita del vuoto.  Se i tappi o le capsule metalliche appaiono convessi (incurvati verso l’alto) e premendo con il dito al loro centro si sente 'click clack', i contenitori non sono più sottovuoto, a seguito dello sviluppo di microrganismi e conseguente produzione di gas. Nel caso di perdita del vuoto e dell’ermeticità della chiusura la conserva non deve essere assaggiata né consumata.  Dopo l’apertura le conserve devono essere conservate in frigorifero e consumate prima possibile. Il mantenimento degli alimenti in frigorifero, pur rallentando fortemente la loro degradazione, non la impedisce. Pertanto è importante sottolineare che qualora il prodotto risultasse alterato (nell'odore o colore o consistenza) non deve essere assaggiato né consumato, ma eliminato. Cosa fare se si teme di avere mangiato una conserva fatta in casa alterata? E' fondamentale in questi casi mantenere la calma per non perdere la lucidità correndo il rischio di suggestionarsi. Ai primi sintomi, quali bocca asciutta, nausea, problemi della motilità oculare, visione doppia e difficoltà ad alzare le palpebre, è necessario rivolgersi tempestivamente al proprio medico curante oppure al più vicino pronto soccorso spiegando ai medici cosa si è mangiato e quanto tempo prima dalla comparsa dei sintomi. Sarebbe altresì utile portare con sé anche il residuo della conserva alimentare consumata, se ancora disponibile. Anche il barattolo vuoto, se non ancora lavato, può essere utile. Congelare le conserve elimina i rischi? Il congelamento, da solo, non elimina il rischio di botulismo. Sebbene il congelamento possa rallentare la crescita del batterio, alcune spore di Clostridium botulinum possono sopravvivere al congelamento e riprendere la loro attività una volta scongelato l'alimento.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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