(Adnkronos) – “I settori delle scienze della vita, tra cui la farmaceutica, sono un grandissimo patrimonio industriale per cui tutti i Paesi competono in questo periodo, ponendo in campo incentivi importantissimi. L’Italia parte da una posizione di vantaggio, ovvero una struttura industriale fortissima che è cresciuta in questi anni e che eccelle sia nella produzione sia nella ricerca, anche grazie a tanti centri pubblici con cui collaboriamo assiduamente”. Così Carlo Riccini, direttore generale di Farmindustria, partecipando all’incontro, a Roma, su ‘L’impatto di Roche e il valore del Biotech: il settore come motore di sviluppo e crescita per l’Italia’.
Il comparto farmaceutico italiano è dunque un’eccellenza per il Paese, ma “ci muoviamo in un contesto di concorrenza internazionale molto forte – spiega Riccini – Tutti i Paesi competono per questo gioiello, che sono le nuove tecnologie delle scienze della vita, per cui dobbiamo essere bravissimi a mantenere quello che abbiamo e a investire nel futuro. Ci servono certamente risorse maggiori perché la domanda di salute, di una società che invecchia e cerca benessere, cresce fisiologicamente”.
Non solo, “serve anche un modo nuovo di utilizzare” le risorse, “cercando di ottimizzare i percorsi di cura – precisa Riccini – quindi non razionalizzando o tagliandoli necessariamente, ma dedicando le risorse laddove serve e valorizzando le esternalità positive, cioè i vantaggi che le cure determinano sia per la salute che per la produttività. Infine, ci servono regole per essere più rapidi ad arrivare sugli investimenti, sui quali possiamo attrarne sempre di più. Tutti i Paesi sono in corsa per arrivarci – afferma – Se noi siamo più bravi possiamo fare leva su quello che abbiamo già, essere veloci e aumentare gli investimenti, i quali non costano risorse pubbliche ma risorse private. Risorse che sono distribuite a livello internazionale e che possono dare frutti nei nostri territori, a livello nazionale e in tutte le regioni”, conclude
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