“Sono pronto a un incontro a quattr’occhi questa settimana, per valutare come ridurre in modo duraturo questa tensione”. Il premier polacco Donald Tusk tende la mano al presidente Karol Nawrocki nel tentativo di disinnescare la crisi istituzionale esplosa attorno alla nomina di alcuni giudici del Tribunale costituzionale. La proposta è arrivata il 3 novembre, al termine della riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, mentre lo scontro sul controllo del Tribunale costituzionale continua a dividere governo e presidenza.
Nawrocki ha denunciato una grave crisi istituzionale, accusando il governo di “essersi impossessato illegalmente del Tribunale Costituzionale“. Tusk ha respinto le contestazioni, individuando le radici della questione nel rifiuto del presidente di accettare il giuramento dei giudici eletti dal Parlamento (e a monte nella riforma attuata oltre 10 anni fa dal partito di estrema destra PiS – Diritto e Giustizia – che introdusse l’elezione dei giudici), e nel successivo rifiuto del presidente del Tribunale, Bogdan Święczkowski Święczkowski di farli entrare nell’esercizio delle proprie funzioni.
“Il presidente Karol Nawrocki ha ripetutamente dichiarato la sua disponibilità a incontrare il primo ministro Donald Tusk, qualora quest’ultimo lo desiderasse”, ha affermato, in relazione all’invito del premier, il portavoce presidenziale Rafał Leśkiewicz.
Non è stata ancora annunciata una data per il colloquio.
Il Tribunale costituzionale si riunisce nonostante lo scontro
Nelle stesse ore in cui si svolgeva il Consiglio di sicurezza, otto giudici del Tribunale costituzionale hanno partecipato all’assemblea generale convocata da Anna Korwin-Piotrowska, la giudice che venerdì scorso ha sospeso Święczkowski e assunto le sue funzioni.
I magistrati hanno dichiarato raggiunto il quorum necessario per deliberare, considerando come aventi diritto al voto dodici giudici invece dei quindici che compongono l’organo (e dunque otto come soglia). Dal computo sono stati infatti esclusi Święczkowski e Bartłomiej Sochański, entrambi sospesi, e Jarosław Wyrembak, la cui posizione è contestata in quanto successore di uno dei giudici nominati illegalmente dal PiS, oggi all’opposizione e a cui è vicino Nawrocki nonostante sia formalmente indipendente.
L’assemblea ha quindi approvato all’unanimità il progetto di bilancio della Corte per il 2027 e sorteggiato i collegi chiamati a esaminare le posizioni dei due giudici sospesi. Ma la validità delle decisioni resta al centro della controversia (qui cosa è successo in Polonia).
Intanto sempre ieri il Consiglio direttivo della Corte suprema ha condannato la sospensione di Bogdan Święczkowski, in una risoluzione non vincolante.
Tusk accusa la Russia
Tusk ieri ha anche puntato il dito contro la Russia: “Conosciamo tutti il metodo russo di immischiarsi nei conflitti interni. Oggi assistiamo a tensioni provocate dai russi, sia in relazione alle elezioni di metà mandato (le midterm statunitensi, ndr) sia alimentando un senso di instabilità (in Polonia, ndr), basato sul comportamento aggressivo dei politici dell’opposizione e del presidente”, ha detto il premier durante una seduta del governo.
“Osserviamo l’attività della Russia e dei politici filorussi, sia a livello internazionale che all’interno del Paese, incentrata sulla nostra causa, che consiste nel difendere la Corte Costituzionale dal comportamento aggressivo dei politici e dei manifestanti che questi provocano”, ha continuato facendo anche riferimento alle proteste in piazza alimentate dal PiS.
Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, in precedenza aveva definito le mosse dell’attuale governo “un colpo di stato”, facendo eco alle analoghe affermazioni di Narwocki.
Sicurezza nazionale, un’intesa sulle basi americane
Nonostante le posizioni molto differenti, su una cosa governo e presidenza hanno concordato di collaborare per favorire una presenza militare statunitense permanente in Polonia. “Entrambi sentiamo la responsabilità condivisa di cercare di raggiungere un’intesa, ove possibile, di fronte a questa crescente minaccia proveniente da Est, in materia di sicurezza e ordine interno, e di placare questi animi”, ha affermato Tusk.
Il premier ha infine fatto sapere che il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate polacche, il generale Wiesław Kukuła, ha fornito informazioni “riguardanti diverse tipologie di minacce connesse alla politica aggressiva della Russia”, e che le forze polacche hanno sventato una possibile provocazione al confine russo, ma non è chiaro a cosa abbia fatto riferimento.
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