(Adnkronos) – Sono oasi di pace e di bellezza, fazzoletti di terra dove la mano dell’uomo ha incontrato quella della natura, angoli dove a parlare è ogni singolo mattone. Sono i ‘giardini cintati’ d’Irlanda, i ‘Walled Gardens’, spazi ornati da aiuole con fiori di tutti i colori circondati da un muro di confine, alto abbastanza da proteggerne la coltivazione da venti e predatori e da creare un microclima unico che, complice la pioggia che si alterna al sole in giornate dove rivivono assieme le quattro stagioni, è l’habitat ideale per una flora straordinariamente variegata. Questi giardini dalla particolare architettura, inseriti all’interno di un più ampio parco, erano utilizzati per assicurare la fornitura di prodotti freschi alle grandi dimore nobiliari e si trovano quindi a ridosso di ‘Manors’, manieri di campagna circondati da ettari ed ettari di terreno. Appartengono alla storia dell’Irlanda e del suo popolo, tesori di verde nell’Isola verde, che con il passare del tempo hanno seguito alterne vicende: alcuni sono caduti in abbandono e poi recuperati e tornati a una nuova vita, altri continuano ad essere custoditi dalla stessa famiglia da secoli. Oggi in tutta l’Irlanda se ne contano circa ottomila e alcuni risalgono addirittura al 1600. E sono in gran parte visitabili: sono diventati infatti parchi aperti al pubblico (con orario ordinario o su richiesta), dove si può fare una passeggiata nella natura, conoscere ogni sorta di specie botaniche ed entrare nei grandiosi palazzi che dominano spazi immensi. Un modo per riuscire a sostenere gli alti costi di manutenzione che queste proprietà a perdita d’occhio impongono e per condividere con la collettività un angolo del paese e della sua storia. Ognuno ha la sua ed è la storia di generazioni, di nobili decaduti e di chi ha resistito, di chi questo patrimonio lo ha creato e lo ha abitato e oggi ne scrive un nuovo capitolo aprendolo alla conoscenza di tutti. Se questi giardini maestosi con le loro dimore si trovano in tutta l’Isola, c’è una parte dove a legarli è una marcia in più, fatta di orgoglio nazionale oltre che di ‘heritage’, che si trova in Irlanda del Nord, quel posto dove si riesce a sentirsi contemporaneamente in due Stati diversi. Qui, nella Contea Down, che si estende a sud di Belfast, manieri e giardini hanno una storia tutta ‘irish’ ma con quell’inconfondibile tocco ‘british’ che li rende davvero unici. Da Newcastle risalendo verso nord lungo la costa e il suo entroterra, passando per Downpatrick (dove riposa Saint Patrick, l’amato Santo patrono d’Irlanda) e attraversando quella lingua di penisola tra il mare e lo Strangford Lough, da dove nelle giornate più terse si vede la Scozia, si può seguire un itinerario del ‘verde’ dove, tra villaggi con le casette colorate e ville esclusive, si ergono le dimore d’epoca con i loro giardini segreti e una storia sempre diversa da raccontare. Dirigendosi da Newcastle verso l’interno si raggiunge Castlewellan Forest Park, considerato una delle collezioni di alberi e arbusti più importanti in Europa, all’interno di un parco di 450 ettari dove si possono praticare anche attività outdoor, con le Mourne Mountains a fare da sfondo. Ma è l’Arboretum il tesoro che attrae gli appassionati di botanica in un mix di foresta più selvaggia e design del verde, fra terrazze, fontane, cancellate ornamentali, siepi floreali e una serra a vetri in stile vittoriano, come spesso si trovano in questi giardini. Una storica proprietà acquistata da William Annesley nel 1741. La famiglia per generazioni ha costruito il paesaggio piantando migliaia di alberi a partire dal 1850 e già ai primi del 1900 si contavano oltre tremila specie. E’ diventato ‘Forest Park’ nel 1969 dopo essere stato venduto al ministero dell’Agricoltura. Nel 2022, le amministrazioni locali hanno dato in locazione il sito e promosso il restauro della struttura rurale e del Walled Garden Annesley. E’ uno dei più grandi giardini cintati in Irlanda e oggi è riconosciuto come una collezione di importanza internazionale; vanta la linea di confine erbacea più lunga dell’Irlanda del Nord. Tra i 26 alberi più spettacolari, il lime della fine del 1700 e le querce di inizio 1800, come spiega il capo giardiniere, Alwyn Sinnamon, che accompagna i gruppi nelle visite raccontando con passione il grande lavoro che ha permesso di riaprire il giardino restaurato a marzo di quest’anno: “Abbiamo lavorato negli ultimi anni per riportare questo parco al suo splendore. Un lavoro molto complesso svolto dai giardinieri con la preziosa collaborazione dei tanti volontari, soprattutto pensionati, che ogni giorno continuano con impegno a dedicarsi al verde”. A Castlewellan, a poca distanza dall’Arboretum, si trova anche il ‘Peace Maze’, il labirinto della pace, chiamato così perché fu piantato simbolicamente nel 2000 e aperto l’anno successivo, due anni dopo l’accordo del Venerdì Santo, che pose fine al sanguinoso trentennio dei Troubles, gli scontri tra nazionalisti cattolici (favorevoli all’unificazione con l’Irlanda) e unionisti protestanti (che volevano rimanere nel Regno Unito), che causarono circa 3.600 vittime. A comporlo seimila alberi di tasso su una superficie di 11mila metri quadrati, delimitata da una siepe di 3.550 metri che forma un sentiero di 3.150. Quest’anno ricorre il 25° anniversario dall’apertura, e dal quel messaggio di pace ancora vivo e indispensabile. In pochi chilometri verso nord si raggiunge un altro labirinto famoso in un altro parco, Seaforde Gardens, inserito all’interno di una enorme proprietà che da 400 anni appartiene alla stessa famiglia. Qui il Walled Garden risale alla fine del 1700 ma è solo negli anni 1970 che Patrick e Anthea Forde si sono imbarcati nell’ambizioso progetto di restaurarlo, recuperando alcune specie presenti e piantandone di nuove, grazie al microclima favorevole. Nel 1975 hanno aggiunto il labirinto, per celebrare il decimo anniversario del loro matrimonio, che tuttora è il più antico accessibile in Irlanda. L’apertura al pubblico dei giardini risale al 1990 e da allora la collezione di piante non ha mai smesso di rinnovarsi. A curare personalmente il giardino oggi è Lady Anthea da sola, dopo la scomparsa nel 2008 del marito, che ha lasciato un’impronta indelebile: “Qui ha piantato tutto mio marito – racconta – e ci sono alberi da ogni parte del mondo, come quello che arriva dalla Crimea portato ai tempi della guerra. Ci sono specie rare e alberi da record e continuiamo a piantare perché bisogna sempre avere un ricambio”. Una vera chicca dei Seaforde Gardens – aperti da Pasqua a fine settembre tutti i giorni – è la Casa delle farfalle tropicali. Un ambiente protetto e riscaldato che custodisce centinaia di farfalle tropicali che volano in libertà, si posano sui fiori, si nutrono e, per la gioia dei visitatori, si lasciano pure fotografare in tutta la loro bellezza. La farfalla grande con le ali blu è la preferita di Lady Anthea, che abita tuttora nella imponente dimora a poche centinaia di metri, all’interno della proprietà, con affaccio sul fiume, dove, se si è fortunati, si può avere il privilegio di esservi accompagnati personalmente, magari a bordo della sua vecchia auto infangata. Spostandosi ancora verso nord si arriva nei pressi di Ballynahinch, località famosa per una storica battaglia, combattuta proprio dove si trova Montalto Estate. Qui il parco e la sua dimora, con le varie opzioni di visita e di utilizzo, sono diventati un business di famiglia, avviato nel 2018, e oggi accoglie circa 138mila visitatori all’anno. Fin dall’accesso tutto appare molto organizzato: c’è il visitor center, il ristorante, giochi per bambini, lo shop dove si possono comprare anche bulbi e semi. Nel parco, con al centro un laghetto artificiale con un gazebo fresco di installazione, sono presenti oltre 300 varietà di piante alpine e 4 alberi ‘champions’. Ogni anno servono 2.500 ore di lavoro per la cura manuale delle piante, riducendo l’uso dei pesticidi. Diversi i sentieri tematici che si possono percorrere, per un totale di otto chilometri: Woodland Trail, Garden Walk, Lake Walk, History Trail e poi il ‘Lost Garden Trail’, chiamato così perché rinvenuto con la sua serra a vetri durante i lavori di restauro e aperto nel 2023. Su tutto domina una dimora georgiana del 18° secolo. “Questa è la casa dove abbiamo vissuto con la mia famiglia – ricorda David Wilson, che è il Managing director – e volevamo destinarla a qualcosa di speciale. Ospitiamo matrimoni ed eventi aziendali, oppure affittiamo l’intero spazio a ospiti selezionati. E’ stato un lavoro in progress, come anche la risistemazione del parco”. Un aneddoto narra come il nome Montalto celi un legame con l’Italia: gli operai impiegati nel 1700 per intonacare e decorare i soffitti dello stabile erano italiani e, vedendo dalle finestre i monti Mourne, soprannominarono la casa ‘Montalto’. Altro parco, altra famiglia e altra storia, sul tratto di costa affacciato sul mare d’Irlanda che fronteggia la Scozia. E’ Ballywalter Park, la casa del 6° barone Dunleath, che l’ha ereditata e dal 1997 continua ad abitarci. Il suo antesignano, imprenditore nell’allora redditizia produzione di cotone e di lino, fra le più importanti al mondo, e anche sindaco di Belfast all’epoca, acquistò la dimora georgiana nel 1846 ma la fece ampliare e rifare in stile palladiano, ancora più grandiosa, commissionandola all’architetto Charles Lanyon, tra i più quotati, autore anche della Queen’s University di Belfast. Nel parco furono piantati 93mila alberi e fu creato l’immancabile Walled Garden. La casa ha anche una serra annessa e una cantina per l’invecchiamento di migliaia di vini. Nel 1890 è stata tra le prime case irlandesi ad avere la corrente elettrica. Il barone, Brian Mulholland, un passato nel settore del vino e dei distillati, vive qui con la sua seconda moglie, danese, Vibeke Lunn, e insieme si dedicano a quell’enorme lavoro in progress che è la risistemazione e la manutenzione di casa e giardino. Con un occhio convinto alla sostenibilità, grazie all’autoproduzione di energia, tanto da poter vantare oggi di essere diventati ‘carbon neutral’. Nella proprietà hanno anche una parte agricola, dove si produce soprattutto latte, che poi viene conferito ai casari, e i prodotti freschi che utilizzano in cucina. Gli spazi della casa vengono affittati solo in casi eccezionali, per riprese di film o eventi aziendali o cene molto importanti, anche con la possibilità di pernottare. Ma a un patto, che più che una condizione è un’opportunità unica: si vive insieme ai ‘legittimi’ proprietari, come si fosse ospiti nella loro casa, che resta sempre un ambiente ‘vivo’. “Questa è la nostra casa, dove viviamo tuttora. Non è un museo e vogliamo che i nostri ospiti si sentano come a casa loro”, sottolinea il Lord che di suo pugno ha scritto anche una guida di Ballywalter Park, precisando però che la dimora “non è aperta al pubblico, ma la facciamo visitare agli amici e a persone che ci stanno a cuore, accompagnandole personalmente”. Ci sono poi dimore che gli originari proprietari non hanno potuto mantenere e che, pur conservando qualche diritto d’uso, hanno ceduto, con scelta lungimirante che ne ha evitato il declino, al National Trust, il fondo nazionale che si occupa della conservazione di oltre 500 siti in Irlanda. E’ il caso di Castle Ward, che si trova non lontano da Downpatrick. Come spiega Chris Downey, Welcome manager: “Attraverso il National Trust ci occupiamo di conservare, mantenere e custodire questi giardini rispettando il disegno originario. Sono proprietà un tempo appartenute a famiglie aristocratiche che poi hanno deciso di cederle, spesso però mantenendo il diritto di trascorrervi qualche periodo”. Un ampio cortile, attrezzato con caffè, shop e spazi ricreativi, accoglie i visitatori che poi vengono guidati alla scoperta del parco. Vi si accede attraversando il Walled Garden, un’armonia di aiuole che richiamano il giardino all’italiana, con un design floreale che viene cambiato ogni anno, protetto da un muro molto alto. Da qui, attraversando la tenuta che si estende per 330 ettari, tra sentieri boschivi, si arriva fino alle rive dello Strangford Lough, dove sorge il castello, costruito intorno al 1760, con una facciata in classico stile palladiano e un retro in gotico romantico: una dicotomia stilistica che si ritrova anche negli interni. E che fatalmente era destinata a rappresentare anche lo sfortunato matrimonio dei proprietari, i coniugi Bernard Ward (barone Lord Bangor) e Lady Anne, le cui strade si divisero qualche anno dopo il completamento dell'edificio. La dimora oggi è adibita a museo, cui si accede visitando i giardini, e ospita anche mostre temporanee. Un altro parco gestito dal National Trust è il popolarissimo Mount Stewart, affacciato sul lago Strangford. Annoverato tra i dieci giardini più belli al mondo, Mount Stewart deve la sua maestria artistica e le sue originali scelte botaniche a Edith, moglie di Charles, settimo marchese di Londonderry. La sua passione per composizioni floreali audaci, unita a un clima ideale per la crescita di specie rare e delicate, ne fanno una delle dimore storiche più amate dell’Irlanda del Nord. Quando la creativa Edith trasformò Mount Stewart nella sua casa, nel 1921, creò qualcosa di veramente unico, un luogo che amava molto. Nella casa museo sono conservati più di 15mila oggetti, ritratti importanti, argenteria, porcellane e altri tesori di famiglia. Lady Londonderry, donna dalla personalità vivace e anticonformista, amava intrattenere qui le personalità di spicco degli anni Venti e Trenta – tra cui W. B. Yeats, Michael Collins e Winston Churchill – attirandosi così le chiacchiere della gente del posto; lo stesso accadde per la sua amicizia, di natura puramente platonica, con il leader laburista Ramsay MacDonald. Oggi può capitare, passeggiando nel giardino, di incontrare sua nipote, che ogni tanto trascorre qualche periodo in questo angolo di paradiso. Grazie al clima temperato dello Strangford Lough, sono coltivate una varietà di piante suddivise in base a schemi originali, intervallate da statue di animali e molti richiami alla mitologia. Come spiega il capo giardiniere, Robert Wilson, “nel parco c’è il roseto, il Giardino italiano e quello spagnolo, il Giardino della pace con aiuole simboliche, e piante provenienti da tutto il mondo in più di 70 acri, che oggi sfidano e fronteggiano il cambiamento climatico”. Tra le passeggiate disponibili, quella intorno al laghetto, il sentiero rosso che porta ad attraversare terra boscosa e terreni agricoli e poi c’è la via che conduce al Tempio dei Venti, da cui si può ammirare una splendida vista sullo Strangford Lough. Tra i servizi di accoglienza, bar, souvenir e persino un negozio di libri di seconda mano. L’itinerario tra i lussureggianti giardini dell’Irlanda del Nord, da qualunque lato si cominci, non può dirsi completo senza una tappa a Belfast, la capitale. Sì, perché anche in questa città dal passato recente travagliato si cela un’oasi di tranquillità e di verde: i Botanic Gardens. Si trovano nella zona a sud, nel quartiere Queens, tra l’Università che ne prende il nome e l’Ulster Museum, e rappresentano una parte importante del patrimonio vittoriano di Belfast. Un luogo di ritrovo molto frequentato da residenti, studenti e turisti, sede anche per concerti, festival e altri eventi. Il parco fu istituito nel 1828 dalla Belfast Botanic and Horticultural Society, in risposta al crescente interesse pubblico per l’orticoltura e la botanica. Originariamente noto come Belfast Botanic Garden, il sito ospitava specie arboree esotiche e imponenti collezioni di piante provenienti dall’emisfero australe, molte delle quali sono tuttora visibili nel parco. All’interno dei Botanic Gardens – accessibili da Botanic Avenue, Stranmillis Embankment e University Road – si trovano la Palm House e la Tropical Ravine. La Palm House ospita una varietà di piante tropicali, cesti sospesi, allestimenti stagionali ed è uno dei primi esempi di serra realizzata in ferro curvo e vetro. La struttura fu progettata da Charles Lanyon, lo stesso architetto della vicina Queen's University. La prima pietra fu posata nel 1839 e le due ali vennero completate nel 1840 da Richard Turner, importante imprenditore siderurgico, mentre la cupola fu aggiunta nel 1852. La Palm House è aperta dal lunedì alla domenica, dalle 10,00 alle 16,00 con ingresso gratuito. La Tropical Ravine, invece, ospita alcune delle più antiche piante a seme esistenti, oltre a banani, cannella, bromelie e orchidee. L’edificio, tutelato come bene storico, risale al 1887 ed è stato restaurato recuperando molte delle sue caratteristiche originali in stile vittoriano. Si sviluppa su due livelli, con un’area di accoglienza al piano terra, ed è stato ammodernato per migliorarne l’efficienza energetica, grazie all’installazione di nuovi infissi a triplo vetro che trattengono il calore e garantiscono l’ambiente ideale per le piante tropicali. I visitatori possono scoprire le attività di conservazione e la collezione botanica attraverso installazioni interattive e digitali. La Tropical Ravine è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10,00 alle 17,00. Per informazioni e suggerimenti si possono consultare i siti web di Tourism Ireland (https://www.ireland.com/it-it/), di Tourism Northern Ireland (https://discovernorthernireland.com/), di Visit Belfast (https://visitbelfast.com/) e quelli locali della Contea Down https://www.visitardsandnorthdown.com/ e https://www.visitmourne.com/. (di Alessia Trivelli)
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)




