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Report Egualia: “Per le imprese dei farmaci equivalenti ricavi a 6,8 miliardi ma frena la redditività”

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
29 Settembre 2026
in Salute
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Report Egualia: “Per le imprese dei farmaci equivalenti ricavi a 6,8 miliardi ma frena la redditività”
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(Adnkronos) – "Le imprese dei farmaci accessibili hanno retto l'urto dell'aumento dei costi, riorganizzando processi e produzione senza smettere di crescere dimensionalmente e assumere. Ma dopo anni di adattamento arriva un primo segnale di rallentamento". Lo registra Egualia, l'organo che rappresenta l'industria dei farmaci generici equivalenti, biosimilari e value added medicines in Italia, nell'XI Rapporto dell'Osservatorio sui farmaci accessibili, realizzato con il contributo di Nomisma e Teha Group e presentato oggi a Roma. Il comparto "resta solido – emerge dal report – con 6,8 miliardi di euro di ricavi e 11.792 addetti diretti, in crescita dell'1,9% in un anno. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti, l'impatto economico complessivo raggiunge 20,4 miliardi di euro e quello occupazionale supera i 49mila addetti". Ma a fronte di questi numeri, "la redditività si attesta al 2,8%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente". Per le aziende "cominciano ad affiorare gli effetti di una pressione che dura da anni: tra il 2020 e il 2024 i costi di produzione sono cresciuti del 32,1%, spinti dall'aumento delle materie prime, +30,9%, e soprattutto dei servizi, +34,4%. Finora le imprese hanno compensato attraverso efficienza, razionalizzazioni e trasformazione dei processi, ma la prima flessione dei margini indica che quello spazio di adattamento si sta progressivamente restringendo". "Le imprese dei farmaci accessibili hanno dimostrato una forte capacità di adattamento, continuando a investire, innovare e creare occupazione nonostante l'aumento dei costi", afferma Lucio Poma, capo economista di Nomisma. "Oggi, però, vediamo un primo segnale di discontinuità nella redditività. Il punto è che, in un mercato a prezzi regolati, l'efficienza ha un limite e non può compensare indefinitamente la crescita dei costi. È un segnale da non sottovalutare, perché nel tempo può tradursi in minori investimenti e in una progressiva riduzione dell'offerta", ammonisce l'esperto. "La crescita della spesa farmaceutica e le difficoltà della filiera – aggiunge Daniela Bianco, partner The European House – Ambrosetti, responsabile Health & Life Sciences Teha Group – ci impongono di ripensare la governance, superando una logica concentrata prevalentemente sul contenimento dei costi. Innovazione e farmaci accessibili svolgono ruoli diversi, ma complementari per il Servizio sanitario nazionale. Per questo serve una maggiore integrazione tra politica sanitaria e politica industriale, riconoscendo ai farmaci accessibili non solo il contributo alla sostenibilità della spesa, ma anche il loro valore strategico per la resilienza delle filiere e la sicurezza degli approvvigionamenti". "Questa tensione – viene sottolineato nel rapporto – si inserisce in un mercato farmaceutico sempre più polarizzato. Nel 2025, a fronte di quantità sostanzialmente stabili, la spesa ospedaliera è aumentata del 5,2%, raggiungendo 13,1 miliardi di euro. A determinarne la dinamica sono soprattutto i farmaci ancora coperti da brevetto, che assorbono ormai il 94,7% della spesa ospedaliera, mentre gli equivalenti incidono per appena il 2,1%. Si delineano così due economie del farmaco, che contribuiscono entrambe alla tenuta del servizio sanitario, ma rispondono a logiche industriali differenti: da una parte l'innovazione, con volumi più contenuti e valori unitari elevati; dall'altra i medicinali accessibili e fuori brevetto, che garantiscono grandi volumi di cura a prezzi contenuti e con margini industriali molto più bassi. Una differenza che deve trovare spazio nella revisione della governance farmaceutica", evidenzia l'Osservatorio di Egualia. "Anche perché – precisa – la questione non riguarda più soltanto la sostenibilità delle imprese. Tra il 60 e l'80% dei principi attivi utilizzati nei medicinali commercializzati in Europa viene oggi prodotto fuori dall'Unione, prevalentemente in Cina e India. In uno scenario segnato dalla competizione tra Stati Uniti e Cina e da crescenti tensioni geopolitiche, mantenere economicamente sostenibili le produzioni dei farmaci accessibili diventa quindi una questione di sicurezza degli approvvigionamenti e di autonomia produttiva europea". Da qui le richieste di Egualia in vista dei prossimi interventi sulla governance farmaceutica: "Adeguare i prezzi dei farmaci accessibili ed essenziali quando l'aumento strutturale dei costi ne compromette la sostenibilità; rendere pienamente operativi gli accordi quadro multi-aggiudicatario; rivedere il payback per i farmaci fuori brevetto già sottoposti alla competizione delle gare e intervenire sulle forti ed ingiustificate differenze territoriali nell'utilizzo degli equivalenti". E' "un aggiornamento, quello della governance, che non significa spendere di più – chiosa l'Osservatorio – ma creare le condizioni per spendere meglio".  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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