(Adnkronos) – "Forse a Cipro, in Italia o in Grecia le cose vanno meglio ma dobbiamo estendere" la nostra "conoscenza e questa esperienza a tutti i paesi del Mediterraneo e, magari, anche ad altri paesi che si trovano ad affrontare lo stesso problema. Ma passare dal dialogo ai risultati concreti" per i pazienti e i sistemi sanitari "non è facile. Dobbiamo avere una buona collaborazione con tutti i partner – le associazioni dei pazienti, gli operatori sanitari, il governo, la società – e serve un piano per stabilire le nostre priorità e iniziare a lavorare su ciascuna di esse. E ovviamente è necessario effettuare un audit per verificare i risultati ottenuti e capire cosa dobbiamo fare di nuovo per migliorare”. Lo ha detto Soteroula Christou , medica esperta di emoglobinopatie dell'ospedale Generale di Nicosia e Istituto di neurologia e genetica (Cing) Miltos Miltiadous, Associazione talassaemia di Cipro, in occasione di 'Per la talassemia, insieme sulla stessa onda', nel corso del quale è stato presentato il Mediterranean Network for Haemoglobinopathies, una piattaforma che riunisce associazioni di pazienti, clinici, ricercatori e decisori politici per promuovere collaborazione, condivisione di competenze e azioni concrete a livello internazionale. L’evento è stato ospitato da United Ets a Roma con il supporto non condizionato di Avanz “La trasfusione di sangue è il trattamento principale nella talassemia e in generale nelle emoglobinopatie – ha sottolineato – È dunque molto importante non solo avere sangue sicuro, dal momento che la probabilità di trasmettere qualche infezione non è pari a zero e dobbiamo cercare di minimizzare il più possibile questa evenienza, ma anche sangue a sufficienza, così da poter fornire il trattamento corretto a tutti i nostri pazienti”.
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