(Adnkronos) – Anche le tartarughe marine, nel loro piccolo, si arrabbiano. E mordono. "Non ci sono elementi per parlare di allarmi generalizzati: non possiamo parlare di aumento di aggressività della specie né di una escalation di aggressioni da parte di tartarughe marine", è l’opinione dei tecnici del progetto Life Turtlenest, dedicato alla tutela della tartaruga marina e attivo sulle coste italiane ma anche spagnole e francesi, riguardo ai recenti attacchi ai bagnanti avvenuti nelle acque di Lesina, in Puglia, da parte di una tartaruga marina. "Dobbiamo seguire questi casi con attenzione – spiegano – e capire perché alcuni individui, in determinate circostanze, abbiano manifestato aggressività, per evitare nuovi incidenti. La convivenza sempre più stretta tra umani e Caretta caretta richiede una nuova attenzione e una gestione più corretta dell’habitat”. Secondo gli esperti, "gli episodi di interazione aggressiva tra Caretta caretta e bagnanti sono estremamente rari e numericamente troppo limitati per consentire qualsiasi generalizzazione statistica. Potremmo essere di fronte a singoli individui con un comportamento anomalo; potrebbe esserci una componente territoriale o difensiva o un comportamento legato all'alimentazione; potrebbe esserci una concentrazione di risorse alimentari in determinate aree e condizioni ambientali particolari che favoriscono la permanenza delle tartarughe in prossimità della costa. Ma soprattutto, dobbiamo considerare la crescente sovrapposizione tra la presenza della Caretta caretta nelle aree costiere e la stagione balneare". Da qui la necessità di "rafforzare gli strumenti di informazione, monitoraggio e gestione delle interazioni, perché la presenza di una tartaruga sulla spiaggia o nelle acque di balneazione non costituisce di per sé un'anomalia né un'emergenza, ma è una presenza naturale che dobbiamo imparare a gestire correttamente, garantendo contemporaneamente la sicurezza delle persone e la tutela della specie e del suo habitat". “La cronaca di questi giorni, con i turisti che a Scanno si sono avvicinati fino a toccare e circondare un cervo selvatico provocandone la reazione, ci ricorda un principio che vale sulla terra come in mare: la possibilità di osservare un animale selvatico da vicino non ci autorizza a cercare un contatto con lui – ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente – La confidenza di un animale con la presenza umana non significa che quell’animale sia addomesticato o che possa essere avvicinato e toccato. Fotografare da vicino, accarezzare o alimentare un animale selvatico può alterarne il comportamento e creare situazioni di rischio sia per le persone sia per l’animale. Una regola semplice che vale anche in mare: osservare, mantenere le distanze e non cercare mai il contatto. Cervi, tartarughe marine, delfini, lupi e orsi e più in generale tutti gli animali selvatici non sono attrazioni con cui scattarsi un selfie. Vanno osservati a distanza e lasciati liberi di allontanarsi”. “Lo strumento principale per garantire una convivenza serena con le tartarughe marine consiste nell’informare correttamente i turisti e gli operatori balneari – ha dichiarato il responsabile del progetto Life Turtlenest, Stefano di Marco – Per questo, in attesa di capire le motivazioni degli eventi avvenuti nelle acque di Lesina, sarebbe bene dotare i litorali di cartelli informativi chiari per conoscere i comportamenti più corretti da tenere in caso di avvistamento di una tartaruga marina che, ricordiamolo, senza voler sminuire ciò che è accaduto, è un animale selvatico preziosissimo per la biodiversità”. Di seguito le regole da seguire in caso di avvistamento di un esemplare: rispetta la sua natura, non avvicinarti, non toccarlo, non inseguirlo, non alimentarlo. Se noti eventuali comportamenti anomali o hai il dubbio che sia in difficoltà, contatta la Capitaneria di Porto, i centri di recupero o le associazioni ambientaliste di riferimento. Se invece ti imbatti nelle tracce di un nido, fai attenzione a non camminare sulla zona; non toccare uova o sabbia vicino alle uova; non illuminare la tartaruga durante la deposizione ma anzi allontanati e segnala l'evento agli organismi competenti.
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