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Estate, Aidit: per 2 agenzie di viaggio su 3 vendite stabili o in crescita a luglio

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
17 Luglio 2026
in Lavoro
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Estate, Aidit: per 2 agenzie di viaggio su 3 vendite stabili o in crescita a luglio
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(Adnkronos) – Il turismo organizzato italiano torna finalmente a registrare segnali positivi, dopo i mesi segnati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall’allarme generato intorno al prezzo e alla disponibilità del jet fuel. È quanto emerge dall’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria di luglio 2026, che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima, e secondo cui il 64% delle agenzie di viaggi vede le vendite estive, rispetto al mese precedente, come stabili o in crescita. L'osservatorio è stato realizzato su un campione di 242 agenzie di viaggio distribuite sull’intero territorio nazionale, con l’obiettivo di rilevare l’andamento effettivo delle vendite e il sentiment degli operatori nel pieno della stagione estiva.  La ripresa delle ultime settimane, tuttavia, non appare sufficiente a compensare il volume di vendite perduto nella fase decisiva della programmazione estiva. Permane, infatti, un’area di sofferenza ancora molto ampia, che interessa il restante 36% del campione. Il miglioramento congiunturale non modifica infatti la valutazione sull’intero esercizio: soltanto un’agenzia su quattro prevede di chiudere il 2026 con risultati pari o superiori a quelli del 2025. Circa il 75% degli operatori stima invece un consuntivo annuale negativo e, per il 42,1%, la flessione sarà marcata. 
Ripresa reale ma tardiva
 Secondo Aidit, la ripresa è dunque reale, ma tardiva. Il recupero delle prenotazioni nelle ultime settimane non è in grado di ricostituire integralmente il portafoglio di vendite che normalmente si forma nei mesi dell’advance booking. Per l'osservatorio, l’incertezza geopolitica e la forte esposizione mediatica riservata al tema del jet fuel hanno indotto molti viaggiatori a rinviare la decisione di acquisto. Si è così determinato un vero e proprio effetto imbuto, con una concentrazione delle prenotazioni a ridosso della partenza. Soltanto l’11,6% delle agenzie registra tempi di prenotazione comparabili a quelli dello scorso anno. Per il 46% del campione la finestra di acquisto si è sensibilmente accorciata, mentre il 33,6% rileva un’esplicita prevalenza del last minute. Il dato conferma che il desiderio di viaggiare non è venuto meno, ma è stato a lungo frenato dalla cautela. La domanda torna oggi sul mercato, ma con modalità più rapide, meno programmabili e più complesse da gestire per l’intera filiera. Il dato più incoraggiante riguarda le cancellazioni. Per circa tre quarti delle agenzie sono ormai un fenomeno superato, circoscritto alla fase più critica della crisi mediorientale. La parte restante del campione segnala soltanto episodi limitati e fisiologici. Gli operatori rilevano inoltre un progressivo ripristino della fiducia della clientela. Le paure legate alla possibilità di non partire o alla continuità operativa dei collegamenti aerei sembrano essersi ridimensionate. Resta invece molto forte il condizionamento economico determinato dal costo dei trasporti, in particolare dei biglietti aerei: l’87,5% delle agenzie afferma che l’aumento dei prezzi incide, con intensità diversa, sulle scelte dei clienti. 
Le scelte degli italiani
 Le preferenze dei viaggiatori, secondo l'osservatorio Aidit, si orientano principalmente verso Italia ed Europa mediterranea. Tra le destinazioni e i prodotti maggiormente richiesti figurano anche Egitto, Mar Rosso e crociere. Il Nord Europa sembra aver beneficiato di una maggiore attenzione verso prodotti percepiti come affidabili, climaticamente gradevoli e adatti a un viaggio più consapevole. Lo scenario geopolitico resta comunque il principale fattore alla base della riduzione dell’anticipo di prenotazione, indicato dal 64,4% delle agenzie. Per il 41,9% ha inoltre determinato una diminuzione delle richieste verso aree percepite come più esposte, mentre il 29,2% segnala lo spostamento delle scelte dal Medio Oriente verso destinazioni alternative. Nonostante il rincaro dei trasporti, il 48,5% delle agenzie afferma che i clienti non hanno modificato in maniera sostanziale le proprie abitudini di viaggio. Il 32,5% registra però un maggiore utilizzo dell’automobile, associato soprattutto alla scelta di destinazioni italiane, mentre il 10,8% rileva una crescita delle crociere come alternativa al tradizionale pacchetto composto da volo e soggiorno alberghiero. Per il 41,4% delle agenzie, il budget medio destinato alla vacanza resta inferiore ai 2.000 euro; per circa un terzo si colloca invece tra 2.000 e 3.000 euro. Il fattore economico rappresenta oggi il primo criterio di valutazione per il 52,1% del campione. La situazione geopolitica è indicata come elemento prevalente dal 19,2%, mentre per il 27,8% prezzi e scenario internazionale hanno un peso equivalente. 
Il commento
 "I dati ci consegnano finalmente un segnale di ripresa e confermano che gli italiani non hanno perso il desiderio di viaggiare. Le cancellazioni sono ormai residuali, la fiducia sta tornando e le prenotazioni hanno ripreso a muoversi. Dobbiamo però essere molto chiari: una stagione turistica non si costruisce soltanto nelle settimane immediatamente precedenti alla partenza", commenta Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, con Adnkronos/Labitalia, i dati dell'Osservatorio.
 Secondo Pellegrino "il turismo organizzato ha subito un arresto proprio nei mesi in cui si forma normalmente la parte più consistente delle vendite estive. Il recupero attuale è positivo, ma arriva troppo tardi per compensare integralmente il danno accumulato. Tre agenzie su quattro prevedono ancora di chiudere il 2026 sotto i risultati dell’anno precedente", sottolinea.  E le cause di questi dati negativi per Pellegrino sono chiari. "L’esposizione mediatica sulle possibili conseguenze della crisi mediorientale e sul jet fuel ha alimentato nei consumatori timori spesso sproporzionati rispetto alla realtà operativa, inducendo molti a sospendere o rinviare la prenotazione. Oggi il mercato dimostra che la voglia di partire era rimasta intatta: si è semplicemente concentrata sul last minute. Questo riduce la capacità di programmazione delle imprese, restringe la disponibilità dei prodotti migliori e può rendere più difficile trovare le condizioni economiche desiderate", sottolinea. E per Pellegrino quindi "la lezione è che, nelle fasi di incertezza, servono informazioni puntuali, equilibrate e verificate. E serve la consulenza delle agenzie di viaggio, che hanno continuato ad assistere, rassicurare e orientare i clienti, distinguendo i rischi reali dalle percezioni amplificate. Il ritorno delle prenotazioni conferma ancora una volta il valore del turismo organizzato come presidio di competenza e fiducia", conclude. 
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronoslavoro
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