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Rifiuti, Piunti (Conou): “2025 anno difficile ma modello italiano funziona”

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
2 Luglio 2026
in Sostenibilità
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Rifiuti, Piunti (Conou): “2025 anno difficile ma modello italiano funziona”
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(Adnkronos) – “Il 2025 è stato un anno ottimo ma difficilissimo, tra i più difficili della mia presidenza perché, come avviene negli altri settori di riciclo, quando il prezzo delle materie prime vergini va giù, tutti i margini di filiera rimangono complessi: quindi la nostra sfida è stata anche quella di resistere a questa silenziosa tempesta, perché tutti parlavano di Hormuz ma nessuno di questa discesa progressiva che si è realizzata fino a febbraio 2026, quando la quotazione delle basi lubrificanti ha raggiunto il minimo di 600 euro la tonnellata". Così Riccardo Piunti, presidente nazionale del Conou, il Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati, commenta l’indagine Ipsos presentata da Legambiente, secondo la quale l'85% degli italian considera un vantaggio la filiera della raccolta e rigenerazione degli oli usati. "Noi abbiamo affrontato la situazione con tutta una serie di strumenti insiti nel nostro modello e che altri all’estero non hanno – spiega Piunti – Abbiamo dovuto forzare sul contributo ambientale, perché ovviamente il sistema non aveva risorse che venivano dall'esterno per la bassa quotazione delle basi rigenerate ma, nonostante tutto, la filiera è rimasta compatta e coesa: qui nessuno ha mai messo in discussione il funzionamento del modello. Altrove non è così. Per stare vicini, la Francia, per tanto tempo ha favorito gli impianti di rigenerazione, ma anche a bassa qualità, senza imporre standard. Anzi sono venuti a chiedere quali standard utilizziamo noi in Italia, e hanno una filiera di rigenerazione che non funziona bene perché non produce un prodotto adeguato".  "Le direttive europee indicano come priorità la rigenerazione ma, da vent'anni, siamo gli unici a rispettare questa prescrizione insieme agli altri Paesi del sud Europa come Grecia, Spagna e Portogallo – aggiunge – Siamo la prova che non è vero che gli italiani non sappiano lavorare in cooperazione, dentro il nostro sistema ci sono idee, un modello organizzativo, un modo di funzionare e una capacità che sono straordinarie". 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossostenibilita
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