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Verde indoor alleato contro caldo e inquinanti, le dritte dell’esperto

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
23 Giugno 2026
in Sostenibilità
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Verde indoor alleato contro caldo e inquinanti, le dritte dell’esperto
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(Adnkronos) – Piante alleate del comfort climatico negli ambienti chiusi durante la stagione più calda. Con vantaggi anche per il benessere psicologico. Nicolandrea Calabrese, responsabile Laboratorio Enea Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano (Dipartimento Efficienza Energetica), illustra all’Adnkronos le strategie per organizzare al meglio gli spazi verdi in casa con l’obiettivo di massimizzarne il beneficio e ottimizzare l’impiego dei climatizzatori.  “Grazie ai processi naturali di traspirazione e ombreggiamento, le piante negli ambienti interni contribuiscono a migliorare la qualità dell'aria, regolare l'umidità e aumentare il comfort termico, oltre che incidere sul benessere psicologico e cognitivo degli occupanti – spiega Calabrese – Attraverso l’evapotraspirazione o raffrescamento evaporativo, infatti, le piante sottraggono calore all’ambiente interno in modo naturale, riducendo i carichi termici che l’impianto di condizionamento deve smaltire”. Secondo l’esperto, “per aumentare il fresco percepito è necessario non separare i vasi ma creare piccoli gruppi di piante nelle zone in cui si soggiorna maggiormente, in modo da generare un microclima molto più stabile e fresco. Le piante sono utili anche per creare una barriera solare: se posizionate davanti alle finestre agiscono come scudi naturali, bloccando i raggi solari prima che riscaldino gli ambienti interni. Questo permette di ridurre la quantità di aria esterna da immettere e da trattare termicamente, favorendo un risparmio energetico". Inoltre, "più che di semplici piante, è opportuno parlare di Infrastrutture Verdi Interne (Indoor Green Infrastructure), un concetto molto più ampio che comprende una gamma diversificata di sistemi, dalle soluzioni più semplici fino a installazioni altamente tecnologiche”. Più in generale il verde indoor può migliorare la salubrità dell’aria nelle case. “Le piante contribuiscono a moderare la temperatura e l’umidità interne e possono ridurre inquinanti gassosi e particolati attraverso la deposizione, la filtrazione e la degradazione microbica. L’efficacia di questi processi dipende da fattori ambientali come l’intensità luminosa, l’umidità del substrato e lo stato nutrizionale, la densità delle piante e i tassi di ventilazione, che influenzano l’attività fisiologica delle piante e i miglioramenti misurabili della qualità dell’aria interna”, aggiunge. Ci sono, poi, anche altri accorgimenti da adottare prima di accendere un climatizzatore. “Il benessere abitativo e la sostenibilità economica della bolletta non dipendono tanto dalla potenza degli impianti, ma dalla gestione intelligente dell’abitazione, che permette di alleggerire la bolletta estiva – sottolinea Calabrese – Prima di accendere un climatizzatore, la prima azione da compiere è sfruttare le caratteristiche del proprio immobile adottando soluzioni di raffrescamento passivo per ridurre il fabbisogno energetico a monte. Fondamentale in questo caso è bilanciare tre fattori chiave: temperatura, umidità e qualità dell’aria”.  Ad esempio, "tutte le aperture verso l’esterno dell’abitazione dovrebbero essere schermate per limitare l’ingresso del calore solare, mentre è importante favorire l’eliminazione del vapore che si genera all’interno degli ambienti. La ventilazione e il ricambio d’aria contribuiscono, inoltre, a garantire una buona salubrità dell’aria indoor, riducendo la concentrazione di inquinanti domestici e l’umidità in eccesso. È tuttavia consigliabile effettuare tali operazioni nelle ore più fresche della giornata, in particolare al mattino presto e alla sera, evitando le ore centrali, quando le temperature esterne sono più elevate".  Per concludere: “L’integrazione del verde negli ambienti interni con i sistemi di riscaldamento, ventilazione e aria condizionata (Heating, Ventilation & Air Conditioning – Hvac) può migliorare la stabilità termica e la qualità dell’aria, ma comporta compromessi come l’aumento del consumo energetico e della manutenzione. Dobbiamo anche considerare che sono approcci innovativi e per questo motivo sarebbero necessarie prove in situ più solide e a lungo termine. Il lavoro futuro dovrebbe dare priorità a prove sul campo standardizzate e a modelli meccanicistici/predittivi che quantifichino come specie, densità di piantumazione, illuminazione, irrigazione e ventilazione determinino congiuntamente risultati affidabili per la qualità dell'ambiente interno e i relativi compromessi energetici. E’ evidente, come in tutte le cose, che anche le cosiddette Infrastrutture Verdi Interne (iGI), sebbene abbiano il potenziale per agire come un moderatore ambientale vivente e siano tecnicamente fattibili, richiedono un’ingegneria raffinata per prestazioni costanti”. 
—sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossostenibilita
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