(Adnkronos) – A Bertinoro (Forlì-Cesena) il senso di ospitalità è da sempre nel Dna di tutti gli abitanti. Era così nel Medioevo, quando le famiglie nobili si disputavano l’onore di accogliere nella propria casa i forestieri che arrivavano sul colle. È così da un secolo a questa parte, quando Bertinoro, domenica 5 settembre 1926, ha celebrato il primo 'Rito dell’Ospitalità', ancora oggi massimo momento identitario dell’intera cittadinanza. Per festeggiare questa importante ricorrenza, Bertinoro ha messo a punto un ricco programma di iniziative, che caratterizzerà l’intera l’estate e culminerà nel primo weekend di settembre proprio con la Festa dell’Ospitalità. “Ospitalità – sottolinea il sindaco di Bertinoro, Filippo Scogli – è il riferimento della nostra comunità. La Colonna delle Anelle venne ricostruita cento anni fa con la volontà di recuperare non solo il monumento ma anche il rito antico di accoglienza, dialogo e interconnessione fra persone diverse. Partendo da questo valore abbiamo costruito un percorso di eventi con l'intento di dare valore al senso profondo dell'ospitalità. Siamo particolarmente soddisfatti della qualità delle iniziative in cartellone, che hanno visto il coinvolgimento e l'impegno di diverse realtà. Abbiamo aggiunto nuove partnership alle abituali collaborazioni, con cui negli anni abbiamo consolidato rassegne di qualità, arricchendo ulteriormente l'offerta culturale. Con Come Acqua, l'antica Stamperia Pascucci e altri. C'è stato davvero un grande lavoro collettivo, che non è ancora terminato; insieme alle associazioni e ai cittadini di Bertinoro che devono sentirsi appieno protagonisti delle celebrazioni, stiamo continuando a progettare nuove occasioni ed eventi, capaci di ravvivare, ancora oggi, lo spirito autentico dell'accoglienza”. “Abbiamo cercato di tenere insieme memoria e tradizione – prosegue il sindaco Scogli – con linguaggi artistici contemporanei, costruendo un programma capace di parlare al presente senza perdere il legame con le proprie radici. Avvalendoci delle competenze del professor Roberto Balzani, vogliamo inoltre approfondire i passaggi storici che hanno portato alla ricostruzione della Colonna delle Anella e al rilancio dell’ospitalità come tratto distintivo dell’identità romagnola. Le celebrazioni per il centenario della 'Festa dell’Ospitalità' si intrecciano, inoltre, con ricorrenze di grande valore civile e storico, gli 80 anni della Repubblica e del primo suffragio femminile. Un patrimonio di memoria che non vogliamo considerare separato, ma pienamente integrato nel percorso degli eventi celebrativi, attraverso iniziative dedicate alla riflessione, al confronto e alla partecipazione”. “La 'Festa dell'Ospitalità' – dichiara l’assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni – da sempre rappresenta e tiene vivi valori che sono parte dell'identità di questa terra. Da 100 anni contribuisce a trasmettere storia e tradizioni in un dialogo costante col presente. Negli anni è stata terreno fertile per coinvolgere la comunità locale su temi come pace, diritti, rispetto per l'ambiente, dialogo tra popoli e religioni. Bertinoro è un riferimento culturale a livello regionale in questo senso, perchè qui si trovano, oltre alla colonna simbolo di una storia di accoglienza e inclusione, il centro universitario e il museo interreligioso, istituzioni che quotidianamente insistono sullo studio, l'approfondimento, le relazioni. Questo centenario, che coincide con l'80° anniversario della Repubblica e del primo voto delle donne, è un'occasione per ribadire i principi in cui affonda le radici la nostra democrazia, in un mondo attraversato da nuove derive autoritarie e tragedie umanitarie. Il denso programma promosso dal Comune dimostra la volontà di continuare a credere nella cultura come leva di emancipazione e crescita della comunità, che sosteniamo con convinzione”. La 'Festa dell’Ospitalità' vede da sempre grande partecipazione, non solo per l’alto numero di persone che presenziano alle varie iniziative che si susseguono nei giorni dell’evento, ma anche per il forte coinvolgimento dei bertinoresi, molti dei quali nel corso del tempo hanno aperto le loro case agli ospiti e sono stati protagonisti della celebrazione del rito. Un coinvolgimento che si conferma e si rafforza in occasione dei 100 anni: l’amministrazione ha chiesto la collaborazione delle associazioni locali in modo da dare ancora più valore all’anniversario, facendo riecheggiare questa celebrazione anche nelle varie frazioni del Comune di Bertinoro. Nell’estate del centenario il cartellone di Bertinoro è particolarmente ricco, con oltre trenta appuntamenti, che spaziano dalla grande musica, già da alcuni anni protagonista sul colle, al teatro, alla danza e ai talk. Il programma è stato messo a punto con la direzione artistica di Roberto De Lellis, il contributo della Regione Emilia-Romagna, la collaborazione di importanti realtà culturali e rassegne di grande richiamo (Ravenna Festival, Entroterre Festival, Drinkin’Jazz Festival, Slò Fest, a Come Acqua), l’apporto di altre realtà che celebrano come Bertinoro un’importante ricorrenza, quali i 200 anni della Stamperia Pascucci, i 120 anni dalla nascita di Secondo Casadei, gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne. “A Bertinoro – spiega il direttore artistico, Roberto De Lellis – l’accoglienza è una postura dell’anima. Da secoli, esiste un gesto semplice: arrivare, legare il proprio cavallo a un anello e diventare ospiti. Non di una persona, non di una famiglia, ma di un’intera comunità. È un gesto antico, eppure, oggi, suona quasi rivoluzionario. Viviamo in un tempo in cui l’incontro diventa fatica, distanza, a volte diffidenza. E allora la domanda è inevitabile: siamo ancora capaci di accogliere? Proviamo gioia in questo gesto? Da questa riflessione, fatta insieme a Fondazione Entro terre, è nato il programma della 'Festa dell’Ospitalità'. Non come risposta, ma come domanda condivisa, cui abbiamo tentato di rispondere non con un solo linguaggio, ma una pluralità di linguaggi. Perché accogliere significa anche questo: lasciare spazio a forme diverse, a sguardi diversi, a modi diversi di raccontare il mondo. E accettare di cambiare attraverso l’incontro con l’altro. E così la poesia incontra la filosofia, il teatro si mescola alla musica, la danza attraversa lo spazio pubblico, il pensiero diventa esperienza. Non è solo un programma multidisciplinare, è un gesto di ospitalità culturale. L’invito è ad accogliere linguaggi diversi così come accoglieremmo persone diverse. Senza gerarchie. Senza confini rigidi. Lasciando che ciascuno porti qualcosa, e che qualcosa resti”. Fra gli artisti che arriveranno sul colle di Bertinoro durante l’estate ci sono la poeta Mariangela Gualtieri (che apre ufficialmente il cartellone il 29 maggio), Vito Mancuso (che il 2 giugno presenta al pubblico una riflessione dal titolo 'La dialettica dell’ospitalità'), Giò Evan, Flavio Boltro, Mario Venuti, Franco Arminio, Marina Rei, Stefano Bollani, Elio Germano, Ascanio Celestini, Niccolò Fabi. Cinque giorni di eventi che culmineranno nella celebrazione del 100mo 'Rito dell’Ospitalità' di domenica 6 settembre, nella centralissima piazza della Libertà di Bertinoro. Secondo un copione consolidato nel tempo, la cerimonia si aprirà con l’arrivo in piazza del corteo storico e l’esibizione degli sbandieratori, per poi arrivare al momento culminante, quando gli ospiti della Festa che saranno chiamati alla Colonna degli Anelli per staccare la busta e scoprire da chi saranno accolti a pranzo.
—lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)




