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Infortuni, Anmil: “Un fenomeno da combattere dalla lotta al sommerso alla mancanza di tutele e diritti”

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
11 Maggio 2026
in Lavoro
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Infortuni, Anmil: “Un fenomeno da combattere dalla lotta al sommerso alla mancanza di tutele e diritti”
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(Adnkronos) – Anmil in prima linea, come sempre da anni, per dare una spallata al fenomeno degli infortuni sul lavoro. Lo rimarca, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Amedeo Bozzer, neoeletto presidente Anmil, che traccia le linee di quello che sarà un percorso che punta alla salute e sicurezza di lavoratori e di studenti. 
L’obiettivo infortuni zero è ancora lontano. Cosa auspica per dire basta a quella che è una costante del mondo del lavoro?
 "L'obiettivo infortuni zero è ancora purtroppo lontano. Come presidente dell'Anmil sento tutta la responsabilità del lavoro che la nostra Associazione porta avanti da oltre 80 anni, a tutela delle persone con disabilità del lavoro, di chi ha contratto malattie professionali e dei familiari delle vittime di incidenti mortali".  
Cultura della prevenzione a partire dai banchi di scuola. Secondo gli ultimi dati Inail gli infortuni degli studenti avvenuti durante attività scolastiche e Pcto sono in aumento. Cosa fare?
 "Ogni giorno entriamo nelle scuole e nelle aziende per diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza, attraverso incontri, campagne, sensibilizzazioni ed eventi che ricordano quanto sia importante sapere dire quei 'no' che possono salvare la vita. I lavoratori devono esser emessi nelle condizioni reali di poter pronunciare quei 'no', senza aver paura di subire delle conseguenze. Troppo spesso, invece, si tende a colpevolizzare la vittima con frasi del tipo 'avrebbe dovuto opporsi', ma sappiamo bene quanto sia difficile farlo in contesti di precarietà o di ricatto occupazionale. L'importante è avere una preparazione e una formazione per essere sicuri di saper dire quel no".  
Perché il dato infortunistico nasconde anche il fenomeno del sommerso?
 "In Italia circa 3 milioni di persone lavorano nel sommerso, dove manca tutela e diritti. Spesso manca anche la possibilità di denunciare condizioni insicure di lavoro. E' quello che Anmil definisce un tacito un atto di scorrettezza tra datore di lavoro e lavoratore, fuori dalle regole, che alimenta sfruttamento, incidenti e costi sociali enormi a carico della collettività. Per questo continuo a chiedere interventi concreti e strumentali: dall'istituzione di una procura nazionale del lavoro capace di garantire un'applicazione più efficace e tempestiva delle norme, al rafforzamento e al coordinamento degli organi ispettivi".  
Quanto è importante il Documento valutazione rischi che deve essere redatto dai datori di lavoro?
 "La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo o un obbligo formale, deve diventare una priorità sociale e civile per tutto il nostro Paese. Il documento di valutazione dei rischi (dvr) non è soltanto un obbligo previsto dalla legge, ma rappresenta uno strumento fondamentale per individuare, valutare e gestire i rischi presenti in un'azienda. Con l'obiettivo di prevenire infortuni e malattie personali, è il punto di partenza di qualsiasi politica seria della sicurezza sul lavoro. Tuttavia il dvr da solo non basta a garantire una reale prevenzione, serve una vera cultura della sicurezza che metta in centro la formazione, la consapevolezza e la responsabilità nella gestione delle risorse umane. Troppo spesso si pensa alla sicurezza come una pratica burocratica, quando invece riguarda direttamente la salute, la vita e la dignità delle persone. La sicurezza non può essere delegata a un documento o a una firma, deve diventare parte integrante dell'organizzazione aziendale e delle scelte quotidiane". (di Sabrina Rosci)
    
—lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronoslavoro
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