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Emofilia A, nuova terapia cambia la qualità di vita dei pazienti adulti e bambini

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
21 Gennaio 2026
in Salute
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Emofilia A, nuova terapia cambia la qualità di vita dei pazienti adulti e bambini
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(Adnkronos) – L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di efanesoctocog alfa (Altuvoct*) con l'indicazione: trattamento e profilassi di episodi emorragici in pazienti con emofilia A (deficit congenito di fattore VIII). Efanesoctocog alfa può essere utilizzato in tutte le fasce d'età. Si tratta di un'innovativa terapia sostitutiva del fattore VIII, il primo high-sustained factor VIII. Bambini, adolescenti e adulti possono raggiungere in profilassi livelli di attività del fattore VIII simili a quelli di persone senza emofilia (superiori al 40%) per una parte significativa della settimana con una sola somministrazione settimanale. Efanesoctocog alfa può essere utilizzato per la gestione degli interventi chirurgici per le persone con emofilia A e per il trattamento al bisogno qualora si verifichino eventi emorragici.  L'emofilia – è stato ricordato in un incontro a Milano promosso da Sobi, con medici, esperti e le associazioni dei pazienti – è una malattia genetica considerata rara, che deriva dall'assenza di fattori necessari per la coagulazione del sangue. Si verifica a causa di un'alterazione, o mutazione, nel gene responsabile della produzione del fattore di coagulazione VIII (in emofilia A) o IX (in emofilia B), causando una produzione non adeguata di fattore della coagulazione sufficiente ad assicurare alla persona un'adeguata emostasi. Chi ha questa patologia è soggetto a emorragie di diversa natura, tra cui microsanguinamenti e sanguinamenti che, oltre a poter essere estremamente dolorosi e, in alcuni casi, mettere a rischio la vita del paziente, possono evolvere in patologie articolari croniche, gravi e invalidanti.  L'emofilia può avere un impatto dal punto di vista clinico, psicologico e sociale nella vita quotidiana dei pazienti e dei loro caregiver, condizionandone scelte e obiettivi nelle diverse fasce d'età. Bisogni insoddisfatti che ancora oggi esistono nonostante le recenti evoluzioni terapeutiche, che richiedono un cambio di gestione radicale per un miglioramento degli outcome clinici e della qualità di vita delle persone con emofilia A. "Maggiore protezione, una percezione di sicurezza più stabile e intervalli più lunghi tra un'infusione e l'altra – ha spiegato Cristina Cassone, presidente della Federazione delle associazioni emofilici, FedEmo – possono alleggerire la gestione quotidiana della malattia: significa lavorare con più continuità, vivere con maggiore serenità e avere una vita sociale più piena. E, soprattutto, superare i limiti imposti dall'emofilia, fissare nuovi obiettivi e traguardi e inseguire le proprie aspirazioni. I sanguinamenti non sono tutti uguali, ma tutti possono lasciare il segno. Per questo, come associazione pazienti, non possiamo che abbracciare il concetto di una normalizzazione dell'emostasi come obiettivo terapeutico e accogliamo con favore le nuove opzioni terapeutiche che possono migliorare la qualità di vita delle persone con emofilia A".  E' necessario prestare la massima attenzione alla qualità della vita delle persone con emofilia A, hanno sottolineato gli esperti. La paura di un'emorragia e la presenza di dolore – dovuto all'artropatia conseguente ai danni articolari provocati dai sanguinamenti o a eventi acuti – può essere fortemente limitante e avere ripercussioni anche sullo svolgimento delle attività quotidiane. "Nonostante i progressi terapeutici, l'emofilia condiziona ancora pesantemente la quotidianità dei nostri pazienti – ha affermato Rita Carlotta Santoro, presidente Aice (Associazione italiana dei centri emofilia) – Una svolta significativa è oggi possibile grazie al raggiungimento di livelli di fattore circolante più elevati: una prospettiva offerta da Altuvoct. Questo farmaco, con una sola infusione settimanale, permette di mantenere per gran parte della settimana livelli di emostasi pari o superiori al 40%, un range clinicamente paragonabile alla condizione di 'non emofilia'. Tale approccio, orientato alla normalizzazione dell'emostasi, può consentire di rivoluzionare la qualità della vita dei pazienti con emofilia A. I dati clinici confermano infatti benefici sostanziali non solo nella prevenzione dei sanguinamenti, ma anche nel miglioramento della salute articolare, della forma fisica e nella gestione del dolore".  "L'autorizzazione all'immissione in commercio si basa sui risultati degli studi di fase 3: Xtend-1 su adulti e adolescenti e Xtend-Kids su bambini, che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di efanesoctocog alfa in persone con emofilia A grave. Questi studi hanno dimostrato che la profilassi settimanale con Altuvoct fornisce una protezione significativa contro le emorragie per tutte le fasce d'età", si legge in una nota di Sobi.  "Negli ultimi anni l'emofilia ha visto l'arrivo di diverse innovazioni scientifiche – ha evidenziato Flora Peyvandi, direttore del Centro emofilia e trombosi Angelo Bianchi Bonomi e primario della Struttura complessa di Medicina generale – Emostasi e trombosi del Policlinico di Milano – Il nostro centro, in quanto centro di riferimento nazionale, ha partecipato attivamente allo sviluppo clinico di molte di queste nuove molecole inclusi gli studi relativi alla molecola di efanesoctocog alfa. I risultati hanno evidenziato un miglioramento sostanziale della salute articolare, della salute fisica, del dolore e della qualità della vita complessiva. Questi risultati straordinari si raggiungono grazie a un meccanismo d'azione differenziante e al disegno della molecola che, per la prima volta, ha permesso di superare il limite imposto dal fattore di von Willebrand endogeno (Vwf)".  "L'annuncio di oggi apre una nuova fase nella gestione dell'emofilia A, con il potenziale di migliorare gli esiti e la qualità di vita – ha commentato Fabrizio Capetta, vice president & general manager, Italy & Greece di Sobi – Siamo qui per fare la differenza insieme a pazienti, clinici e istituzioni, perché è dalla collaborazione che nascono risultati che contano. Siamo orgogliosi di poter guidare questo radicale cambiamento. Il nostro impegno si concretizza nel rendere disponibili trattamenti innovativi per patologie complesse che presentano significativi bisogni terapeutici insoddisfatti. Portiamo così avanti il nostro impegno con le istituzioni, la comunità scientifica e delle persone con patologia rara, creando con loro partnership, perché crediamo fortemente che questo approccio generi risultati che possano concretamente cambiare il paradigma e migliorare la qualità di vita di chi ha una patologia rara". 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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