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Quando la natura fa paura, il rapporto di Wmo

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
19 Luglio 2023
in Sostenibilità
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Quando la natura fa paura, il rapporto di Wmo
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(Adnkronos) – L’Atlante della Mortalità e delle Perdite Economiche dovute ai pericoli meteorologici, climatici e idrici di Wmo riporta i dati relativi al periodo 1970-2021. In questo periodo, in Europa 1.784 disastri hanno causato 166.492 morti e perdite economiche per 562 miliardi di dollari. Tra il 1970 e il 2021, l’Europa ha rappresentato l’8% dei decessi registrati nel mondo a causa dei disastri naturali. Le temperature estreme sono state la causa principale dei decessi e le inondazioni sono state la causa principale delle perdite economiche. Il susseguirsi di nuovi record di caldo e l’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna a maggio, sono solo i più recenti esempi. In Africa, tra il 1970 e il 2021 sono stati segnalati 1.839 disastri attribuibili a condizioni meteorologiche, climatiche e idriche estreme. Questi hanno causato 733.585 morti e 43 miliardi di dollari di perdite economiche. La siccità ha causato il 95% dei decessi. Nello stesso periodo il continente asiatico ha registrato 3.612 disastri attribuiti al tempo, al clima e alle acque estreme, con 984.263 morti e danni all’economia per 1,4 trilioni di dollari. Tra il 1970 e il 2021, l’Asia ha rappresentato il 47% di tutti i decessi segnalati in tutto il mondo, i cicloni tropicali sono la causa principale di decessi. Un esempio è quello de Le Filippine, tra le dieci regioni al mondo più esposte al rischio di catastrofi naturali. L’8 novembre 2013 la tempesta tropicale Haiyan distrusse le fonti di sostentamento di sei milioni di bambini. La tempesta Haiyan fu tra le più devastanti di sempre spazzando via villaggi, ospedali e scuole. L’uragano rase al suolo case, demolì linee elettriche e distrusse i sistemi di comunicazione. Le vittime, tra i feriti e chi non ce l’ha fatta, ammontano a diverse migliaia, ma non si è mai riuscito a fare un conteggio preciso dei danni. In Sud America ci sono stati 943 disastri attribuiti a cause naturali, con le inondazioni che rappresentano il 61% del totale. Hanno provocato 58.484 morti e 115,2 miliardi di dollari di perdite economiche. In America del Nord, America Centrale e Caraibi si sono verificati 2.107 eventi che hanno provocato 77.454 morti e danni per 2 trilioni di dollari. La maggior parte delle perdite economiche sono state attribuite alle tempeste e, più specificamente, ai cicloni tropicali. Tra il 1970 e il 2021, la regione ha rappresentato il 46% delle perdite economiche registrate in tutto il mondo. I soli Usa, nel periodo analizzato, hanno subito perdite per 1,7 trilioni di dollari, pari al 39% delle perdite mondiali. In Oceania ci sono stati 1.493 disastri naturali che hanno provocato la morte di 66.951 morti e 185,8 miliardi di dollari di danni economici. Qui, i cicloni tropicali sono stati la principale causa di morte. Il segretario generale dell’Organizzazione metereologica mondiale Petteri Taalas commenta così il rapporto: “Le comunità più vulnerabili purtroppo sopportano il peso maggiore dei rischi meteorologici, climatici e legati all’acqua. La tempesta ciclonica estremamente violenta Mocha ne è un esempio. Ha causato vaste devastazioni in Myanmar e Bangladesh, colpendo i più poveri tra i poveri. In passato, sia il Myanmar che il Bangladesh hanno subito decine e persino centinaia di migliaia di vittime”. Poi sottolinea il ruolo salvifico degli allarmi precoci e dei sistemi di gestione dei disastri: “questi tassi di mortalità catastrofici sono ora per fortuna storia passata. Gli allarmi precoci salvano vite”. I numeri testimoniano che questi sistemi salvano vite umane e garantiscono un rendimento degli investimenti almeno decuplicato. Sulla stessa linea d’onda il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, il quale vuole garantire che ogni persona sulla Terra sia protetta da sistemi di allarme rapido entro la fine del 2027. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossostenibilita
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