mercoledì, Maggio 27, 2026
Inviaci la tua notizia
Advertisement
  • Home
  • Attualità
  • Salute
  • Sostenibilità
  • Lavoro
  • Tecnologia
  • Fintech
  • Motori
  • Curiosità
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Salute
  • Sostenibilità
  • Lavoro
  • Tecnologia
  • Fintech
  • Motori
  • Curiosità
No Result
View All Result
No Result
View All Result
Home Sostenibilità

Materie prime critiche, cresce l’incidenza sulla produzione industriale

Redazione Universonotizie.it Da Redazione Universonotizie.it
13 Giugno 2023
in Sostenibilità
0
Materie prime critiche, cresce l’incidenza sulla produzione industriale
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Potrebbe piacerti anche

Innovazione: Prse 2026, premiata innovazione italiana su riciclo Pet bianco opaco

Rifiuti, Sabo adotta Digital Offsetting Passport di Omnisyst

Alimenti, al via campagna Ue Veal: Italia Francia e Belgio unite dal gusto della condivisione sostenibile

(Adnkronos) – L’Italia è al primo posto tra i Paesi dipendenti da importazioni extra-Ue per l’approvvigionamento di Materie Prime Critiche (Crm – Critical Raw Materials) considerate essenziali per lo sviluppo di settori ritenuti strategici per l’economia del Paese. La produzione industriale italiana dipende, infatti, per 686 miliardi di euro (pari al 38% del Pil al 2022) da Paesi terzi per l’approvvigionamento dei materiali strategici. In un solo anno tale esposizione è cresciuta del 22% (nel 2021 erano 564 miliardi di euro con un’incidenza complessiva sul Pil di circa il 33%). A tracciare questo quadro è lo studio 'Le opportunità per la filiera dei Raee all’interno del Critical Raw Materials Act' realizzato da The European House – Ambrosetti e commissionato da Erion, sistema multi-consortile italiano di Responsabilità Estesa del Produttore per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici (Raee Domestici, Raee Professionali, Rifiuti di Pile e Accumulatori, Rifiuti di Imballaggi) e dei rifiuti di prodotti del tabacco. L’analisi, realizzata nell’ambito dell’Osservatorio avviato lo scorso anno con un’edizione che aveva mappato, per la prima volta in Italia, tutti i settori industriali nei quali le Crm sono coinvolte nella nostra economia, aggiorna e integra quanto già realizzato anche alla luce del 'Critical Raw Materials Act' una serie di proposte volute della Commissione Europea volte a garantire all’Unione un accesso sicuro, competitivo e sostenibile ai materiali strategici.  34 MATERIE PRIME CRITICHE – Non solo, l’ultimo report della Commissione Europea 'Study on the Critical Raw Materials for the Eu' di marzo 2023 amplia il perimetro delle Materie Prime Critiche censendone 34, quattro in più rispetto allo studio del 2020, dove ne figuravano 30, e introduce 17 Materie Prime Strategiche, considerate rilevanti per la duplice transizione, ecologica e digitale, oltre che per il settore dell’aerospazio e della difesa. Sulla base del contesto in evoluzione, l’edizione 2023 dello studio di Ambrosetti per Erion introduce alcuni elementi di novità a partire proprio dalla mappatura dei settori nei quali le Materie Prime Critiche risultano oggi fondamentali. In particolare, 29 su 34 sono indispensabili per l’industria energetica, 28 per l’industria aerospaziale, 24 per l’elettronica, 23 per l’automotive e 19 per il settore delle energie rinnovabili. Riguardo il tema dell’approvvigionamento, il 'Critical Raw Materials Act' promuove, tra gli obiettivi da raggiungere per i Paesi dell’Unione, che non più del 65% dei materiali importati debba provenire da un unico Paese, a fronte di uno scenario attuale che vede un’estrema concentrazione della fornitura di Materie Prime Critiche tra Cina (65%), Sud Africa (10%), Repubblica democratica del Congo (4%) e Stati Uniti (4%), e che almeno il 15% delle Crm debba provenire dal riciclo.  IL CONTRIBUTO DEL RICICLO DEI RAEE – Proprio in questo contesto, lo studio evidenzia come un contributo al rafforzamento dell’indipendenza da Paesi terzi possa essere associato proprio al riciclo dei prodotti elettronici che consentirebbe di ridurre la dipendenza da Crm. In Italia, però, la strada da fare è ancora lunga, dal momento che la raccolta di Raee non supera il 37%, a fronte di un obiettivo fissato a livello europeo pari al 65% del totale rispetto all’immesso sul mercato nei tre anni precedenti. Un dato che posiziona il nostro Paese tra i 5 meno virtuosi, davanti solo a Portogallo, Cipro, Malta e Romania. Inoltre, i livelli di raccolta scendono ulteriormente nel caso dei piccoli Raee (come smartphone, tablet, laptop, console, ecc…) e dei Raee Professionali (ovvero quei rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche destinate ad attività commerciali e industriali) che sono, peraltro, tra i prodotti contenenti un maggiore quantitativo di Crm. Sui bassi livelli di raccolta, per i Raee Domestici e per i Professionali, influisce sia la scarsa attenzione da parte dei consumatori, sia il fenomeno dei 'flussi paralleli', ossia l’intercettazione dei rifiuti da parte di soggetti non autorizzati che causano impatti ambientali e perdita di opportunità per il mancato recupero della maggior parte dei Crm in essi presenti.  Eppure, secondo lo studio di The European House – Ambrosetti, se in Italia si raggiungesse il target di raccolta definito a livello europeo (65%), al 2030 si potrebbero avviare al corretto trattamento 312mila tonnellate di Raee Domestici e Professionali in più. L’aumento dei volumi raccolti e la realizzazione di impianti adeguati al loro riciclo, potrebbe portare ad un recupero di circa 17mila tonnellate di Materie Prime Critiche, pari al 25% di quelle importate dalla Cina nel 2021. Allo stesso tempo, investendo in un’adeguata dotazione impiantistica in grado di riciclare i Raee recuperando Materie Prime Critiche, l’aumento del tasso di raccolta potrebbe portare tra il 2025 e il 2030 a una riduzione di circa 2,5 milioni di tonnellate di CO2 immesse in atmosfera. Il beneficio ambientale genererebbe anche un vantaggio sociale per la comunità quantificabile in circa 487 milioni di euro. Senza dimenticare il vantaggio economico derivante dalla possibilità di recuperare Materie Prime Seconde, riducendo il peso delle importazioni e la dipendenza dall’estero che, secondo lo studio, sarebbe pari a circa 31 milioni di euro.  “Per un terzo delle Materie Prime Critiche censite l’Ue è totalmente dipendente (100%) dalle importazioni di Paesi terzi. La dipendenza, unita alla crescente domanda e alla rilevanza delle Materie Prime Critiche in tecnologie chiave, rende vulnerabili le catene del valore”, osserva Lorenzo Tavazzi, Partner di The European House – Ambrosetti.  “In questo contesto di incertezza e dipendenza delle importazioni dall’estero, una leva strategica per ridurre il rischio di approvvigionamento può arrivare dal riciclo dei rifiuti correlati ai prodotti elettronici. Abbiamo nelle nostre case una miniera urbana che però, per varie ragioni, facciamo fatica a valorizzare. Infatti, la poca conoscenza da parte dei cittadini, gli ostacoli che quest’ultimi incontrano nell’attuare comportamenti virtuosi, il mancato contrasto ai flussi paralleli, fino a una carente rete impiantistica, fanno sì che migliaia di tonnellate di Materie Prime Critiche e Materie Prime Strategiche non vengano valorizzate in Italia, dirottando altrove benefici economici, occupazionali e ambientali. Erion si sta impegnando con determinazione per cambiare questa situazione, anche attraverso investimenti ingenti in comunicazione e sensibilizzazione degli stakeholder, ma chiediamo un maggior supporto da parte delle istituzioni per accelerare sul percorso virtuoso del riciclo dei rifiuti tecnologici”, afferma Danilo Bonato, direttore generale di Erion Compliance Organization.  —sostenibilita/rifiutiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossostenibilita
Post Precedente

Sfide globali, l’84% degli Italiani ha fiducia nella scienza

Post Successivo

Aids, Borgna (Viatris): “Prep prescritta in base a frequenza esposizione rischio Hiv”

Redazione Universonotizie.it

Redazione Universonotizie.it

Universonotizie.it è un portale di news che ti tiene informato sulle notizie su salute, ambiente, lavoro e altro ancora.

Post Successivo
Aids, Borgna (Viatris): “Prep prescritta in base a frequenza esposizione rischio Hiv”

Aids, Borgna (Viatris): "Prep prescritta in base a frequenza esposizione rischio Hiv"

Cerca Sul Sito

No Result
View All Result

Pubblicità

Ultimi Articoli

Università Lum al Festival ‘Woman & the city’

Ia, da Engineering la via italiana per proteggere dati, garantire trasparenza e abbattere costi energetici

Sciatica, quando il nervo più lungo del corpo decide di farsi sentire (e come rimetterlo al suo posto). Il punto con gli specialisti

Renault Rafale, il Caudron C.460 torna a volare dopo 90 anni

Hyundai IONIQ 9, il SUV elettrico che convince design e sicurezza

Honda SH125, 25 anni celebrati tra arte, marmo e sostenibilità

Pubblicità

 

E’ un portale di news ai sensi del D.L. 7/5/2001 n. 62

Network

Informazioni

  • Chi Siamo
  • Termini & Condizioni
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy

Contatti

Per parlare con la redazione: redazione@gmgmediacompany.it

Per la tua pubblicità: info@gmgmediacompany.it

© 2026 GMG Media Company Di Mossutti Gianluca | Sede legale: Corso Umberto Maddalena 25 - Cap 83030 - Venticano (AV) | P.IVA: 03234710642 | C.F: MSSGLC89D15L483O | REA: AV - 313130 | Domicilio digitale: gmgmediacompany@pec.it

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Salute
  • Sostenibilità
  • Lavoro
  • Tecnologia
  • Fintech
  • Motori
  • Curiosità

© 2026 GMG Media Company Di Mossutti Gianluca | Sede legale: Corso Umberto Maddalena 25 - Cap 83030 - Venticano (AV) | P.IVA: 03234710642 | C.F: MSSGLC89D15L483O | REA: AV - 313130 | Domicilio digitale: gmgmediacompany@pec.it